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Crostini con peperoni e zucchine

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Il lusso della semplicità! E due! L’ho detto anche settimana scorsa ma i piatti estivi sono così, devono essere così, veloci, freschi, poca cottura, poco sforzo, gusto, bontà, colore.

Ho optato per queste due verdure saltate rapidamente per lasciarle croccanti ma potete divertirvi con pomodori, melanzane, fagiolini, fiori di zucca e ovviamente carne, pesce, uova, legumi, salse, io ho voluto lasciarle semplici semplici aromatizzandolo con un soffritto leggero di aglio olio peperoncino.

Un pranzo o aperitivo davvero da un quarto d’ora che si può organizzare in un lampo ovunque e con quello che si ha, è chiaro che il caldo mi sta mettendo a durissima prova????

Dite quello che volete ma in città il caldo è devastante, ero da amici in campagna, pochi km da Milano e c’erano almeno 3-4 gradi in meno, caldo ma un altro vivere, qua è proprio una gabbia, manca l’aria, l’asfalto è rovente, non rinfresca, insomma io odio il caldo in città.

E con questa bottà di ottimismo cominciamo una nuova settimana!

 

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Ingredienti:

pane tipo toscano, altamura, ma anche a cassetta

1 peperone rosso

1 peperone verde/giallo

1 zucchine grande

aglio

olio evo

peperoncino

basilico qualche foglia

 

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1 Lavate le verdure, asciugatele, pulitele e tagliatele a tocchettini piccoli.

2 Scaldate due tre cucchiai di olio in una padella antiaderente, unite uno spicchio di aglio e del peperoncino fresco o in polvere, lasciate scaldare un paio di minuti e unite le verdure, cuocete girando di tanto in tanto per circa 15 minuti, se necessario unite dell’acqua per non farle attaccare.

3 Mentre le verdure si intiepidiscono tostate il pane tagliato a fette.

4 Guarnite le fette con la verdure, regolate di sale (pepe se volete) e decorate con del basilico.

 

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Primi

Zuppa di yakisoba con verdure

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Non è un mistero ne’ una novità che adori la cucina asiatica, che sia cinese, thai, giapponese, indiana, mi piace tutta, non ho ancora trovato ad oggi un piatto che non apprezzi, in India un mese ho mangiato benissimo, sempre nei ristoranti asiatici, ecco forse non amo allo stesso modo la cucina coreana.

Mi riprometto però di darle una seconda possibilità prima o poi, son passati anni e non ricordo neppure cosa ho mangiato, solo una sensazione di relativo piacere.

Questa zuppa potete farla come preferite, non esiste una ricetta vera e propria, ovviamente gli yakisoba son comprati per il resto brodo di pesce o carne o verdure come preferite, le verdure che prediligete, pollo, maiale, uova, pesce, decidete voi come realizzarla.

La giornata oggi  è tutta in salita, son sveglia dalle cinque e non so neppure perchè ne’ sono abituata a questi orari per me folli, terribili, inconcepibili, inutile dire che mi sento già stravolta e che a breve devo bere la seconda enorme tazza di te’ della giornata, consoliamoci che è venerdì e domani sarà un super sabato!

Buon week end!

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Ingredienti:

per due persone

mezzo litro (almeno) di brodo vegetale (carote cipollotto piselli)

200 gr di yakisoba

2 carote

5-6 cipollotti

60 gr di piselli

salsa di soia

sale

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1 Mettete a scaldare il brodo, aggiungete le carote lavate pulite tritate finemente, i cipollotti tagliati a rondelle e i piselli lasciate cuocere circa 20 minuti, regolate di sale.

2 Aggiungete la salsa si soia, quantità decidete voi, cominciate con uno-due cucchiai e assaggiate, nel caso vi sembri poca aggiungetene, unite gli yakisoba, mescolate e  lasciate cuocere per circa cinque minuti.

3 Servite subito caldi, potete anche limitare la quantità di brodo e farli asciugare se preferite una versione non in brodo.

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Primi

Pasta e ceci

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Un classico che più classico non si può. Mi viene da pensare al lusso della semplicità, un piatto corposo, sostanzioso, caldo, avvolgente, ideale per queste gelide giornate, pochi ingredienti, tanto sapore, a volte queste ricette sono indispensabili, rigeneranti.

Troppo spesso siamo alla ricerca dell’ingrediente particolare, esotico, dell’abbinamento insolito, bizzarro, delle preparazioni lunghe, complesse, con molteplici passaggi, ci concentriamo sull’estetica e altro e poi pensi alla semplicità di questi piatti che tutti conosciamo e abbiamo mangiato che si presentano nella loro essenza, senza fronzoli.

Davvero un toccasana per queste giornate fredde, dicono che a Milano a ora di pranzo nevicherà, stiamo a vedere, a me la neve piace molto seppur in città non è così bella come in montagna o in qualsiasi altro spazio verde aperto, e poi ne scende sempre troppo poca per coprire le brutture, asfalto, macchine, cemento, tradotto i mezzi pubblici stentano, il traffico impazzisce, si forma il ghiaccio ecc….

Mentre aspetto a vedere cosa succede, vi auguro una felice giornata!

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Ingredienti:

per 4 persone

300 gr di pasta corta (tubetti, ditalini, la mia si chiama Gomiti)

400 gr di ceci

2 scalogni

3 cucchiai di olio

rosmarino

sale e pepe

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1 Lessate i ceci conservando l’acqua di cottura.

2 In una casseruola fate soffriggere nell’olio lo scalogno tagliato a rondelle grossolanamente, aggiungete qualche rametto di rosmarino, dopo qualche minuto unite i ceci con la loro acqua.

3 Portate a bollore e fate cuocere una decina di minuti, prendete circa metà dei ceci e acqua e passateli nel minipimer fino ad ottenere una crema, rimetteteli nella casseruola.

4 Salate e buttate la pasta, mescolate di tanto in tanto per controllare che non si attacchi, lasciatela cuocere anche oltre il tempo indicato sulla confezione. Servite subito o quando preferite, è normale che la pasta si possa “sciogliere”, rompere diventando un tutt’uno con i ceci.

NOTE: la quantità di pasta e di ceci è del tutto indicativa e soggettiva a seconda di come desiderate la pasta, se in bordo o cremosa, se preferite una quantità maggiore di ceci o più pasta, regolatevi secondo i vostri gusti, stesso discorso sulla cottura della pasta, se vi piace al dente o cotta al punto giusto servite subito, altrimenti potete anche spegnere e lasciare cuocere mangiandola anche mezzora dopo, a quel punto la pasta diventerà un tutt’uno con la crema di ceci.

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Lievitati/ verdure

Hamburger di cannellini

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Adoro i legumi, i ceci in primis e a ruota tutti gli altri, avevo un sacchetto di cannellini da terminare, sempre per svuotare la dispensa prima del gran caldo, erano tanti e infatti gli hamburger son parecchi, regolatevi su quanti siete e quanti ne desiderate a persona, a me non sono avanzati, dovesse accadere surgelateli.

La bellezza del hamburger consiste -oltre che nella bontà del hamburger- nel farcirlo con mille varianti, i miei son molto semplici, songino e carote con  un ottimo ketchup fatto in casa regalatomi da un’amica, una versione super light e vegana ma sappiamo che pomodori, melanzane, zucchine, peperoni ci stanno benissimo, per non parlare di svariati formaggi, salse come mostarda, maionese e altre, per i più golosi immancabile il bacon, una bella panatura e di conseguenza frittura.

Capitolo a se’ il pane, se potete preparatelo con le vostre manine, ha tutto un altro sapore e la soddisfazione è doppia, i miei son panini del panettiere, non avevo tempo per impastare e aspettare i tempi di lievitazione, mi riprometto di provaci un’altra volta.

Il sole è alto, durerà? Vedremo, intanto mi attivo nonostante abbia un gran sonno, nonostante abbia dormito, buona settimana!

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Ingredienti:

per dieci hamburger da circa 40 gr

400 gr di cannellini

2 cucchiai di latte di soia

pangrattato

sale

pepe

erba cipollina

10 panini di hamburger

ketchup homemade

songino e carote a piacere

 

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1 Lessate i cannellini, frullateli con il latte, dovete ottenere una crema, regolate di sale, pepe, unite l’erba cipollina lavata e affettata a rondelle, unite un paio di cucchiai di pangrattato, provate a formare gli hamburger, se vi sembra che non abbiano la  giusta consistenza unite poco pane fino a che non otterrete un composto compatto.

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2 Accendete il forno a 200 gradi, distribuite gli hamburger su una teglia coperta con la carta forno, irrorate con un filo d’olio, infornate per circa 20 minuti, se volete gli ultimi 5 minuti di grill.

3 Componete i vostri panini come preferite, con la verdura, l’hamburger e il ketchup.

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Pakora di verdure

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Chi è stato in India sa bene di cosa sto parlando, sicuramente ne ha mangiate tante e spesso perchè son ottime e sempre diverse, cambiano le verdure, le spezie, le erbe, sono delle frittelle, delle polpette di verdure, non so quale sia il termine corretto. Un piatto tipico, molto comune, impossibile andare in India e non mangiarle!

L’India è un paese splendido, unico, ricco di contraddizioni, colorato, profumato, caotico, rumoroso, indimenticabile.

Per anni pensando a un viaggio da intraprendere  l’India non era mai rientrata  nei miei pensieri, sicuramente suggestionata dalle immagine televisive di tanti poveri, miseria, fame, poi nel luglio del 2006 per il mio compleanno mi regalarono Shantaram un romanzo non sull’India ma ambientato in India, una storia con intrighi, amore, vicende famigliari, un po’ di thriller.

Ogni pagina pensavo -devo andarci-, proseguendo nel libro ne ero sempre più convinta, detto fatto! Agosto 2007 l’ho trascorso in India, un paese sicuramente duro, con tanta miseria, povertà, spesso la sera tornando in albergo vedevi persone dormire in strada, sdraiati sullo stesso terriccio dove era passata una mucca, un camion, lo scolo di una fogna.

Un paese molto rumoroso, caotico, girare in macchina per le strade di New Delhi è un’avventura, la strada è di tutti, ti trovi in coda a un semaforo fra il pullman, la mucca (animale sacro non si tocca, non si sposta), una bicicletta, un suv e un carretto pieno all’inverosimile.

Il Gange, il fiume sacro, è un crocevia di tutto ma proprio tutto, ho assistito (per caso) a un funerale dove una barca ha trasportato lontano da riva un corpo fasciato in un lenzuolo per poi abbandonarlo alla corrente, la stessa acqua dove lavano i vestiti, bevono gli animali, si lavano corpo e capelli gli indiani, un acqua marrone intenso, tu ne stai lontano per loro è tutto.

Un paese con una forte spiritualità, moltissimi templi, cerimonie religiose con simboli, fiori, preghiere; un paese dai colori forti intensi, a cominciare dai sari delle donne, il loro vestito tipico, splendido, di colori accesi, brillanti, con molteplici sfumature; un paese dove si mangia benissimo, molto vario, verdure, carne, pesce, legumi, pane, zuppe, spezie declinate in ogni modo.

Potrei continuare ore a parlarvi dell’India, mi limito a dirvi andateci, per chi ha pregiudizi, paura, teme un confronto troppo forte con una realtà tostissima, con la povertà, lo sporco, andate comunque, tutti questi elementi ci sono ma se da lontano sembrano un ostacolo quando sarete lì li affronterete scoprendovi più forti di quel che credevate, li supererete godendovi quanto di bello questo immenso paese puo’ regalarvi.

Se volete andarci torno con voi….magari!

 

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Ingredienti:

per circa 15 pakora

165 gr di farina di ceci

1 cucchiaino raso di curcuma

1/2 cucchiaino di peperoncino

1 cucchiaino di garam masala

1 patata piccola

60 gr di cavolfiore

50 gr di piselli

1 cipolla piccola

2 cucchiai di foglie di coriandolo fresche tritate

2 cucchiai di basilico fresco tritato

2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato

1 spicchio d’aglio

olio per friggere

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1 Preparate la pastella setacciando la farina di ceci con la curcuma, il peperoncino, il garam masala, salate e aggiungete 150 ml circa di acqua, dovrete ottenere una pastella abbastanza densa. Coprite e fate riposare una mezzora.

2 Preparate le verdure, lessate il cavolfiore e i piselli nel mentre tagliate finemente la cipolla e la patata.

3 Unite le verdure tutte insieme, aggiungete l’aglio tritato, il prezzemolo, il coriandolo e il basilico, mescolate.

4 Unite le verdure alla pastella mescolando, intanto scaldate l’olio per friggere in una capiente padella antiaderente.

5 Friggete le vostre pakora per almeno 5 minuti girandole di tanto in tanto, dovranno risultate belle dorate.

NOTE: è normale che la forma sia irregolare, se non trovate il coriandolo fresco potete non metterlo, potete omettere l’aglio se temete che si senta troppa, anche se vi assicuro che nell’insieme non lo sentirete, se non avete il garam masala potete creare il vostro mix di spezie da soli, curcuma, paprika, pepe, cumino.

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Primi

Cous cous ceci e pesto di rosmarino

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La parola cous cous subito la collego alla parola Africa, di pesce, di carne o verdure.

Eppure in Africa non ne ho visto l’ombra, probabilmente è un pensiero che viaggia nella mia mente da sempre, da quando a vent’anni andavi a mangiare nel ristorante africano e il cous cous non mancava mai, da allora mi è rimasta quell’idea.

Son stata in Senegal, Mauritania, Gambia, Algeria e Marocco e il cous cous non c’era mai, ne’ quando andavi al ristorante e ti offrivano il menu, neppure quando mangiavi nei villaggi un po’ alla buona in qualche mercato o baracchino con cibo da strada.

Forse è stato un caso, son stata sfortunata o son capitata in zone dove non è uso mangiarlo spesso, non lo so, fatto sta che in Africa non l’ho mai mangiato, qui a Milano l’ho gustato preparato da donne marocchine a casa loro.

Ho mangiato sempre il pollo, cucinato in svariati modi, la platessa che in Senegal è il pesce clou, hanno milioni di orate ma le esportano, verdure preparate in vari modi, zuppe, il pane buonissimo cotto in un modo particolare, riso, agnello ma niente cous cous.

Mi piace molto come apprezzo molto tutti gli alimenti/piatti versatili, il cous cous è buono con pesce, carne, verdure, come insalata con legumi, formaggio, con le uova, anche in versione dolce, essendo un sapore abbastanza neutro lo si può condire con salse, erbe, spezie. Piatto povero, economico, se poi non lo preparate secondo le usanze, facendolo sgranare, passandolo al setaccio ma usate quello che si cuoce in cinque minuti è anche un grande alleato per chi non ha tempo.

Il mio preferito rimane freddo in insalata con ceci, uova soda, pomodori, magari un po’ pesto.

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Ingredienti:

per due tortini

200 gr di cous cous

100 gr di ceci

per il pesto di rosmarino

3 cucchiai di rosmarino fresco

1 scalogno

30 gr di nocciole

3 pomodori secchi

olio q.b.

sale

 

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1 Preparate il pesto tritando molto finemente il rosmarino, mettetelo nel mixer o mini pimer con lo scalogno affettato grossolanamente, i pomodori secchi, le nocciole e l’olio, aggiungete olio fino a quando non troverete la consistenza che preferite, regolate di sale.

2 Preparate il cous cous come da istruzioni sulla confezione, lasciatelo raffreddare poi prendete i piatti su cui volete portarlo in tavola, posizionate al centro un coppapasta, con una mano tenete fermo il coppapasta con l’altra riempitelo di cous cous fino all’orlo, livellate la superficie, riponete in frigorifero.

3 Cuocete i ceci prima ammollati o usate quelli in scatola lavati. Estraete il piatto dal frigo, delicatamente togliete il coppapasta, aggiungete i ceci e il pesto.

NOTE, le dosi del pesto e dei ceci sono indicative, mettetene a piacere, il pesto potete modificarlo a piacimento togliendo o aggiungendo quantità di ingredienti, l’ho aggiunto con la tasca da pasticcere perchè mi piaceva creare dei ciuffi, potete unirlo con il cucchiaio o se liquido sopra e sui lati tipo salsa.

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Primi

Minestra di cereali legumi e zucca

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Ho preparato questa minestra una settimana fa, non avevo pensato di postarla, non mi era neanche venuto in mente, una volta pronta ho pensato perchè no? E’ di stagione, perfetta per queste fredde giornate invernali, sana e un’idea in più, non originale, ma non tutti sanno sempre cosa cucinare, per il periodo dopo Natale in cui si cerca ( o si finge di cercare) alimenti più sani, leggeri ecc….

Ed eccola qua, fotografata al volo prima di esser portata in tavola, quando ancora fumava bollente.

C’è un sole bellissimo e il pensiero corre subito alle montagne, alla neve che finalmente è arrivata, sole e neve sono un duo splendido, unico, creano giochi di luci pazzeschi, a volte se guardi la neve con il sole ti sembra di vedere come argento, come tanti  brillantini.

Giornate così trascorse a Milano andrebbero vietate, uno spreco, se stai all’aperto ancora ancora ti godi il tepore del sole invernale ma se -come è auspicabile- ti trovi in casa, in ufficio, a scuola ecc….il sole è un piccolo regalo di poche ore, istanti; a casa mia solitamente molto luminosa, dura poco, la mattina e solo a stralci, il sole è basso e non arriva a illuminare tutta casa sommersa e immersa fra palazzi.

Buon week end!

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Ingredienti:

per due persone

150 gr di cereali e legumi misti (borlotti, cannellini, orzo perlato, piselli, lenticchie verdi, lenticchie rosse decorticate, azuki verdi, fagioli bruni, fagioli con l’occhio, farro perlato, fagioli rossi)

30 gr di carote

30 gr di sedano

30 gr di cipolle

70 gr di zucca

2 foglie di alloro

olio

sale

pepe

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1 Preparate un soffritto con sedano carote cipolle avendo precedentemente pulito e lavato ogni verdura.

2 Dopo circa 5-10 minuti aggiungete la zucca tagliata a tocchetti e l’alloro, cuocete altri 5 minuti.

3 Versate i legumi e i cereali e una quantità d’acqua sufficiente per cuocerli 1.30(devono essere ricoperti di acqua interamente), quando l’acqua bolle abbassate il fuoco, coprite, regolate di sale e pepe solo alla fine.

Decidete voi in base ai vostri gusti se ottenere una minestra densa o brodosa, meglio comunque aggiungere una maggiore quantità di acqua per evitare che si attacchi, eventualmente se la preferite più densa la fate asciugare. Le dosi sono indicative, potete variare ogni ingredienti come preferite senza compromettere l’esito della ricetta.

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DOLCI

Crema al cioccolato

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Troppo, davvero troppo tempo che non postavo una ricetta con il cioccolato, almeno due settimane, era presente in due ricette ma solo come contorno non come protagonista, per me cioccolato dipendente è un buon risultato!

La ricetta non è mia ma di Chiara del blog Cucinando con mia sorella, settimana scorsa era fra le blogger in home page su Ifood, quando posso guardo ogni blog dei sei proposti, entrando nel suo blog ho visto subito questa meraviglia, la lampadina si è accesa all’istante  perchè ho da mesi dello sciroppo d’agave da utilizzare.

L’Avevo comprato per un’altra ricetta che prima o poi preparerò ma essendo presente in dispensa da tempo ho preferito utilizzarlo, quale migliore occasione? Una crema buonissima, al cioccolato, con le nocciole che amo, un ottimo pensiero se volete regalarla per addolcire le colazione e/o merende di amici e parenti durante le feste imminenti.

Passate a trovare Chiara perchè non solo ci son ottime ricette un po’ di tutti i generi tutte molto attraenti ma troverete anche delle foto strepitose, belle ma proprio belle, si sa che una foto bella se inquadra cibo non può far altro che invogliare a mangiarlo, ecco le sue ricette le mangeresti tutte.

La giornata è intensa, non ho praticamente dormito, ho seimila cose da fare, vado a prepararmi la terza tazza di te, buona settimana natalizia!

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La ricetta è quella di Chiara, identica.

Ingredienti:

300 gr di cioccolato al 50% buona qualità

100 gr di nocciole (io Ventura)

150 ml di sciroppo d’Agave

100 ml di olio di semi

 

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1 Tostate la nocciole per 5 minuti a 200 gradi, tritatele fino a quando non diventano fini fini, una pasta (attenzione a non far riscaldare troppo altrimenti fuori esce l’olio della nocciola).

2 Fondete il cioccolato a bagno maria e unite lo sciroppo d’agave.

3 Unite le nocciole e l’olio amalgamate tutti gli ingredienti.

La crema si conserva a lungo in un barattolo chiuso ermeticamente.

NOTE: vedete dalle foto che la mia è ancora liquida, prima di mangiarla tenetela in frigo, la mia è così perchè la regalo davvero fra poche ore quindi non ho potuto aspettare per fotografarla cremosa, le nocciole se potete tritatele bene, formate una pasta, io volutamente ho lasciato qualche micro pezzetto perchè chi la riceverà so che preferisce.

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Lievitati

Focaccia con le patate

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Ognuno di noi, anche se non lo sa, ha un suo piatto rock! A ben pensarci ne ho più di uno, piatti che mi hanno accompagnata in momenti divertenti, vacanze, amicizie, viaggi, ricette della tradizione famigliare.

La focaccia, per me è un piatto rock d’eccellenza. Una di quelle prelibatezze che segna tanti ricordi nella mia vita, una ricetta che piace a tutti, mette allegria, simbolo di convivialità, semplicità, da mangiare con le mani, semplice o farcita, bella unta o alta croccantina.

Le estati al mare, in Liguria, tappa obbligata il panettiere, il profumo che si espande e pervade i vicoli dei paesini e poi la vedi, bella unta, dorata, te la mangi con gli occhi mentre attendi il tuo turno impaziente; la gioia di addentarla subito, quel sapore divino, le mani piene d’olio, il desiderio immediato di una seconda fetta.

I paradossi, io amante della montagna vado in vacanza a Ponte di Legno, gemellata con? Niente meno che Recco! Più volte mi è capitato di essere lì quando festeggiano il loro sodalizio distribuendo quintali di focaccia di Recco nella piazza del paese sfondo montagne, una vera goduria, con il formaggio filante che si appiccica alle mani con i guanti, poesia!

La focaccia a scuola! Al liceo, al baretto a pian terreno venivano distribuite centinaia e centinaia di focacce durante l’intervallo; un lusso non da tutti i giorni, forse bello anche per questo! Il giorno che ti prendevi la focaccia era sempre bellissimo, te la pregustavi già dalla prima ora in febbricitante attesa della ricreazione.

Scendevi di corsa la scale, ti mettevi in fila osservando con sguardo famelico la piastra dove si scaldavano le focacce, farcita prosciutto e formaggio, una meraviglia, onestamente non è che fosse così buona ma ai tempi era divina, era quasi da sfoggiare, mica tutti potevano prenderla, io per prima il più delle volte la merenda la portavo da casa.

La focaccia fatta in casa, sinonimo di festa anche se non è domenica o non c’è nulla da festeggiare, ricordare; mettersi a impastare, l’effetto terapeutico del gesto, la magia della lievitazione, il profumo che pervade la cucina, quel suo colorino splendido, dorato, aspetti per ore che sia pronta per essere infornata, in dieci minuti è finita.

La focaccia da prendere alle tre del mattino prima di tornare a casa (anni fa ormai…); la focaccia da mangiare al volo quando hai fretta; da farcire quando affronti un viaggio lungo e non vuoi fermarti; il pezzo avvolto nel foglio di carta marrone.

Le foto le ho fatte in condizioni estreme di luce e di tempo, concentratevi sulla bontà. Grazie Emanuela di questo tema rock!

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Ricami di pasta frolla

 

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Ingredienti:

320 gr di farina 00 bio

80 gr di farina di grano duro

15 gr di lievito di birra

acqua q.b.

sale

olio evo

3 patate medie lessate

 

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1 Su un piano da lavoro formate una fontana con le farine, aggiungete due cucchiai di olio, sale e il lievito sciolto in acqua tiepida, impastate, se necessario unite dell’acqua quando avrete ottenuto una pasta compatta lavoratela per una decina di minuti fino a renderla liscia e omogenea.

2 Coprite e fate riposare per almeno due ore coperta.

3 Accendete il forno a 200 gradi, ungete una teglia con l’olio, distribuitelo in modo uniforme, stendete la pasta direttamente con le mani, lasciate lievitare ancora mezzora, poi irroratela d’olio e sale, infornate per 25 minuti.

4 Nel mentre sbucciate e tagliate le patate a fette, dopo i 25 minuti distribuitele rapidamente sulla focaccia, spolverate di pepe, cuocete per altri 15 minuti circa, dovrà risultare dorata, servite calda.

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Primi

Pasta con melanzane datterini e pinoli

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Una pasta estiva, con le verdure regine melanzane e pomodori, il tocco di profumo e colore del basilico! Estiva ma in montagna sembra fine ottobre, piove da due giorni, nebbia bassa, abituata a vedere le montagne dal balcone ora vedo solo un muro di nuvole che non si sposta, non si alza, da due giorni è immobile, accompagnato da una pioggerellina costante e fastidiosa, a cio’ si aggiunge che fa freddo, una decina di gradi in meno rispetto alla scorsa settimana!

Un po’ triste, soprattutto perchè se piove non si va molto in giro, ma non mi lamento dopo un mese e mezzo spettacolare, diciamo che mi sto cominciando a riabituare alla tristezza milanese, al grigiume, il ritorno in città, ormai vicino, sarà traumatico dopo due mesi di sole, bellezza, aria fresca!

Non mi lamento perchè è stata un’estate pazzesca, non ricordavo un’estate così in montagna da….sempre! un mese e mezzo di sole caldo, intenso, dormire a volte togliendo la coperta, giornate intere sempre fuori, la sera senza calze, spesso senza maglione, camminare sentendo le braccia bollenti e la testa pure, ritrovarsi a oltre mille metri, aprire il finestrino in macchina e sentire entrare aria calda!

Godiamoci questa giornata di pioggia con il caminetto acceso, un bel piatto di polenta e spezzatino, un film sul divano con la copertina!

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Ingredienti:

per 4 persone

380 gr di pasta (io elicoidali)

mezza melanzana grande nera

100 gr di datterini

40 gr di pinoli

1 spicchio d’aglio

olio d’oliva

sale

basilico

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1 Lavate la melanzana, asciugatela e tagliatela a fette per poi ridurla a dadini, lavate i pomodori e tagliateli a pezzetti.

2 Scaldate due cucchiai abbondanti di olio in una padella antiaderente, aggiungete lo spicchio d’aglio (se volete anche del peperoncino), dopo un minuto aggiungete i dadini di melanzane e pomodori, regolate di sale,  mescolate con un cucchiaio di legno, fate cuocere per circa 15/20 minuti (di più se la melanzana all’assaggio risulta ancora cruda) a fuoco medio, aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua. La melanzana assorbe subito l’olio ma il pomodoro rilascera’ il proprio succo necessario per evitare che le verdure si attacchino alla padella e/o brucino.

3 In una padellino antiaderente tostate i pinoli, lasciate scaldare la padella un paio di minuti, aggiungete i pinoli facendoli tostare per max tre minuti.

4 Mettete a bollire l’acqua, salatela, mentre cuoce lavate qualche foglia di basilico e riunite le verdure e i pinoli nel piatto da portata, scolate la pasta, conditela, decorate con il basilico, servitela, potete mangiarla anche fredda se preferite.

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