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Formaggio

DOLCI

Torta morbida cocco e more

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Ok esteticamente è bruttarella e ho fortemente rischiato si rompesse in mille pezzi, del resto c’è anche scritto morbida ma proprio morbida, quasi cremosa direi.

Amanti del dolce questa è la torta per voi, per dolce ovviamente intendo zuccherato, il cocco per me rende tutto molto dolce e infatti mi piace a piccole dosi, mi ricorda tanto Cuba, dove divoravo biscotti al cocco divini preparati dalla signora che ci ospitava in casa sua con la sua famiglia.

Da allora per me cocco e Cuba sono due parole che viaggiano a braccetto, senza contare che in spiaggia sdraiati sotto le palme era pieno di noci di cocco che aprivano -non io che non saprei come fare- al momento o per mangiarlo o ci facevano un buchetto per inserire una cannuccia e godersi il succo.

La bellezza del cocco è la sua versatilità, il latte con cui fare dolci e ottimo con pollo, pesce, riso, da mangiare a morsi, grattugiato come scaglie, decorazione, in polvere, classico la farina di cocco ideale nei dolci, muffin, cake ecc….

Scappo, il week end chiama, divertitevi!

 

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Ingredienti:

400 gr di more ( o mirtilli, lamponi)

100 ml di panna

100 gr di ricotta

80 gr di zucchero (anche meno se preferite)

2 uova

100 gr di cocco grattugiato

zucchero a velo

 

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1 In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino a che non otterrete un composto gonfio e spumoso.

2 Unite poco alla volta la panna e la ricotta, mescolate.

3 Lavate le more e asciugatele, unitele insieme al cocco al composto, amalgamate.

4 Accendete il forno a 175 gradi, ungete una teglia con il burro o ricoprite con carta forno, versate il composto e fate cuocere 35 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare, riponete in frigo per qualche ora, servite spolverando di zucchero a velo.

 

DOLCI

Cheesecake al cioccolato e caffè

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Recentemente sono stata  a Ferrara per un blog tour, abbiamo conosciuto una macelleria, una torrefazione e una cioccolateria. Tre realtà artigianali ricche di storia, cultura, tradizione, anneddoti interessanti e particolari.

L’aspetto che mi ha maggiormente colpito è la passione e soprattutto la grande etica, coerenza, voglia di lavorare bene, nel pieno rispetto dei prodotti, dell’ambiente, con il desiderio di fare bene più che fare “tanto”.

Si respira, si percepisce, si intuisce subito quando la passione è il motore di un lavoro, quando si ama ciò che si fa e lo si fa cercando qualità, studiando, prendendo decisioni magari controcorrente, magari meno redditizie ma che ti fanno sentire orgoglioso del proprio lavoro.

Questo è quanto percepito ascoltando Alberto della Torrefazione Penazzi, un grande oratore, appassionato, affabile, un padrone di casa accogliente, una storia ricca di intrecci, coincidenze, apparenti casualità, la sua casa è spettacolare, un luogo ricche di oggetti particolari, foto, vecchie targhe, mobili vintage, sacchi di caffè, davvero bella.

Lui un artigiano del caffè, ha realizzato un sogno nel 2004 aprendo la sua torrefazione, una passione nel parlare del caffè in termini di amore, passione, ricordi, profumi, sensazioni, una scelta precisa quella di coccolare i clienti con un prodotto trattato con cura, attenzione, rispetto per i clienti.

La macelleria Rizzieri dove abbiamo mangiato, la tartare migliore della mia vita, un pollo che sa di pollo, nulla a che vedere con quello del supermercato, un sapore che non è neppure paragonabile; una grande cura e attenzione a tutti i passaggi, a cominciare dalle stalle dove gli animali vengono gestiti con cura e rispetto.

Insaccati, carne e preparati prodotti in modo naturale senza OGM, ormoni, farmaci, niente glutine e conservanti, una scelta precisa, animali  e carni allevati e macellate in Italia da aziende agricole scelte con cura, gli animali si nutrono di cereali, foraggio, niente schifezze, sostanze chimiche, non è da tutti in un mondo dove la grande distribuzione la fa da padrone, dove rispetto alla carne trionfano gli allevamenti intensivi.

La cioccolateria Ruket, intanto il nome che mi è subito piaciuto moltissimo, il rocchetto, il ruket in dialetto, perchè le confezioni all’inizio venivano cucite a mano, appunto con il rocchetto.

La cosa che più mi colpisce è che le fave di cacao vengono selezionate una a una, enormi sacchi spulciati passo dopo passo con attenzione e cura, una grande attenzione alle materie prime e tanta tanta attenzione a ogni singolo passaggio, un piccolo laboratorio che subito entrando ti conquista per l’aroma inconfondibile del cioccolato, di cui io notoriamente sono grande appassionata.

Una giornata ricca, bella, amo molto queste storie belle, vere, che profumano di genuinità, di passione, di accoglienza e voglia di raccontarsi, di far toccare con mano, amo la passione che questi prodotti ottimi esprimono.

E soprattutto amo la sostanza, il prodotto bello buono che si assaggia, si gusta con curiosità, soddisfazione, piacere, prodotti unici perchè altri uguali non ne trovi.

 

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Ingredienti:

150 gr di biscotti al cioccolato (tipo frollini, ai cereali ecc…)

60 gr di burro

500 gr di ricotta (la mia di malga freschissima)

200 gr di formaggio cremoso

3 uova

180 gr di zucchero

120 gr di cioccolato

1 tazzina di caffè

 

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1 Sciogliete il burro in un pentolino o nel microonde

2 Tritate i biscotti riducendoli in briciole, unitevi il burro (non bollente), amalgamate.

3 Imburrate una tortiera con cerniera, disponete la base di biscotti livellando la superficie con un cucchiaio, riponete in frigorifero.

4 Accendete il forno a 190 gradi, nel mixer o in una ciotola lavorate la ricotta, le uova, il formaggio e lo zucchero.

5 Aggiungete il cioccolato precedentemente fuso e il caffè, mescolate.

6 Riprendete la base dal frigorifero e versatevi il composto, infornate per circa 45 minuti, la parte al centro è normale che rimanga un po’ “molle”, non deve scurirsi troppo.

NOTE queste quantità sono per una tortiera di diametro 22-24, io ne ho usate due piccole.

 

 

Il cioccolato utilizzato è della cioccolateria Ruket e il caffè della Torrefazione Caffè Penazzi.

La macelleria si chiama Rizzieri, le trovate tutte anche sui social network!

 

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Primi/ verdure

Sformatini di pasta e melanzane

Forse ipotizzando un azzardo potrei dire che questa pasta profuma di Sicilia, di pasta alla norma, so che son diverse ma mentre cucinavo ripensavo a quei profumi, sapori, consistenze.

Un piatto ricco ma in versione mini, rustico, anche da pic nic o da spiaggia volendo, la preparazione non è breve ma ne vale la pena, potete pensarci il giorno prima e anche surgelarli senza problemi.

Pomodoro, melanzane, è proprio cominciata l’estate, oggi una boccata di ossigeno dal grande caldo dei giorni scorsi, non amo svariati aspetti dell’estate ma in cucina amo tutto di questo periodo.

I profumi intensi del basilico, del melone, la lucentezza delle ciliegie, il colore e la forma dei vari tipi di pomodoro, le melanzane in tutte le salse, le pesche sugose che mentre le mangi ti cola il succo, la versatilità di zucchine, peperoni, fiori di zucca da preparare in mille modi, la morbidezza delle albicocche, i colori intensi.

I ricordi, la scelta del melone annusandolo, le enormi macedonie con dentro di tutto, la panzanella che faccio molto spesso, bruschette con olio pomodoro e basilico, il flan di fagiolini, i peperoni ripieni per me rigorosamente con tonno, capperi olive e pan grattato da mettere sulle verdure grigliate, la raccolta nell’orto e della frutta sugli alberi.

Alcuni sono fotogrammi della mia infanzia, l’orto di mia nonna, la pulitura dei fagiolini che ho sempre pensato sia di una noia mortale, la scelta del melone al mare con mio nonno, la pesca il succo ti cola sul braccio, le pigne da cui estrarre i pinoli in giardino.

Buona settimana!

Ingredienti:

per 8 sformatini

150 gr di pasta corta

200 ml di passata di pomodoro

1/2 melanzane lunghe

70 gr di ricotta salata

2 uova

pan grattato o farina

olio per friggere

sale

1 Lavate e asciugate le melanzane, tagliate per il verso lungo a fette sottili, 3-4 mm.

2 Sbattete le uova in un piatto, in un altro mettete il pane grattato o la farina.

3 Mettete abbondante olio per friggere in una padella antiaderente, mettete a scaldare  a fuoco medio.

4 Mentre si scalda cominciate a passare ogni fetta prima nell’uovo scrollando quello in eccesso poi nel pane/farina, quando l’olio sarà ben caldo mettete le fette di melanzane tre/quattro alla volta, fate cuocere 3-4 minuti per lato o comunque finchè risulteranno ben dorate, proseguite nello stesso modo fino a che non le avrete terminate, scolatele su un foglio di carta assorbente, salate.

5 Mentre cuocete le melanzane cuocete la passata o scaldatela se già pronta, nel primo caso con un filo d’olio, aglio facoltativo, per circa 20 minuti, regolate di sale.

6 Mettete a bollire l’acqua per la pasta, mentre cuoce, prendete degli stampi da muffin in alluminio, adagiatevi dentro due fette di melanzane in modo tale da coprire l’intero stampo, lasciate un pezzo di fetta “in fuori” in modo da coprire la sformato una volta farcito.

7 Scolate la pasta e unitela al pomodoro, aggiungete trequarti di ricotta salata mescolate.

8 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda farcite i vostri sformatini schiacciando bene il contenuto all’interno, unite il resto della ricotta e ricoprite con la melanzana avanzata dalla fetta  o con un’altra melanzana della stessa grandezza e pigiate leggermente per sigillare, facendo attenzione perchè scotterà.

9 Disponete gli sformati su una teglia e infornate per circa 20 minuto, sformate e servite subito.

Antipasti

Madeleines con piselli e parmigiano

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Le mie prime madeleines! Mai fatte prima in assenza di stampo, mi sono cimentata in una versione salata, a breve proverò anche la dolce. Ammetto che quella dolce l’ho mangiata qualche volta ma non mi ha conquistata, non ricordo dove e come fossero fatte ma non ho un ricordo speciale.

Queste salate sono di Simona del blog Pensieri e Pasticci, la ricetta la trovate su Ifood, realizzate in occasione di un contest con Clai l’anno scorso, le avevo viste e mi ero ripromessa di provarle, eccola qua.

La caratteristica delle madeleines è la gobbetta, a me è venuta solo su alcune, forse l’impasto è anche un po’ pesante perchè si formi, non saprei di preciso, comunque per essere la prima volta sono soddisfatta e sono pure buonissime.

Ideali per pic nic, gite fuori porta, in viaggio, come spezza fame a metà mattina, per la merenda a scuola, diciamo ideali sempre ma ancor di più ora che la buona stagione dovrebbe cominciare trascorrendo maggior tempo all’aperto.

Al momento splende il sole, doveva piovere, godiamoci la giornata!

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La ricetta è la stessa di Simona, uniche modifiche, lei ha utilizzato delle salsiccia, io no, lei il pecorino, io il parmigiano, ricopio la sua ricetta precisa e identica con le mie modifiche.

Ingredienti per 12 Persone

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Preparazione

  1. Per prima cosa sbollentate i piselli per alcuni minuti, poi scolateli, passateli velocemente sotto al getto dell’acqua fredda e poneteli ad asciugare sopra ad uno strofinaccio da cucina.

  2. Accendete il forno e portatelo ad una temperatura di 180° con funzione ventilata.

  3.  Fondete il burro e lasciatelo intiepidire.
  4. In una capiente ciotola sbattete le uova con il sale ed una spolverizzata di pepe, aggiungete la maggiorana tagliuzzata al coltello, il parmigiano e il latte.

  5. Unite il burro fuso, i piselli ed in ultimo la farina setacciata ed addizionata del lievito.
  6. Amalgamate bene e versate il composto nelle cavità dello stampo per madeleines, precedentemente imburrato, riempiendole per circa tre quarti. (se di silicone no necessario)
  7. Mettete in frigorifero per circa un quarto d’ora: per ottenere delle madeleines perfette, è necessario che l’impasto abbia un piccolo shock termico, in questo modo si formerà la classica gobbetta centrale; devo dire però che, essendo questo un impasto piuttosto ricco e un po’ pesante, a me le gobbette non sono venute particolarmente definite, anche se le madeleines si sono comunque gonfiate molto bene.
  8. Una volta trascorso questo tempo, togliete gli stampi dal frigo, infornate e cuocete per circa dieci-dodici minuti (ogni forno è differente!): le vostre madeleines si devono gonfiare e dorare bene.
  9. Sfornate, lasciatele intiepidire sopra ad una gratella, e servite.

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DOLCI/ Senza categoria

Cheesecake al limone

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Eccomi nuovamente dopo il ponte, sono rimasta a Milano dopo aver girovagato una decina di giorni per l’Umbria e trascorso la Pasqua in montagna, un po’ di relax a casa.

Oggi è novembre, sta diluviando da ore, in casa è buio e fa anche freddo, amen, meglio non pensarci e riempirci di colore e freschezza con questa cheesecake.

I limoni sono buoni, freschi, molto profumati, non trattati quindi non lucidi, provengono dal giardino della mia nonna a Roma, ne ho presi due bei sacchetti grandi quando ci son stata un paio di settimane fa, li ho distribuiti a mamma e sorella e ora limoncello, lemon curd, marmellata e limoni ovunque.

Una fetta di questa riconcilia con la giornata non proprio esaltante, anche perchè nella testa oggi è lunedì invece -per fortuna- è già mercoledì e a breve c’è un altro ponte, una fetta che proietta verso il mare, l’estate, i colori accesi dei vestiti, della frutta e verdura, dei fiori, delle serate all’aperto, a volte si viaggia anche con un dolce!

Buona mini settimana!

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Ingredienti:

200 gr di biscotti secchi (frollini, digestive, ai cereali ecc…)

80 gr di burro

500 gr di ricotta

200 gr di robiola

3 uova

180 gr di zucchero

il succo di due tre limoni

limoni per decorare

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1 Nel mixer riducete in briciole i biscotti, unite il burro fuso non bollente, otterrete un composto omogeneo, distribuitelo su una teglia a cerniera imburrata livellando la superficie, riponete in frigorifero.

2 Nel mixer o con un cucchiaio in una ciotola lavorate la ricotta  e la robiola, unite poi lo zucchero e le uova, mescolate fino a ottenere una crema omogenea senza grumi.

3 Spremete i limoni facendo attenzione ai semini, unite il succo al composto, mescolate.

4 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda tirate fuori la teglia dal frigorifero, versate la crema, infornate per circa 50 minuti, sfornate, lasciate raffreddare poi riponete in frigorifero per almeno 4 ore (se la fate il giorno prima meglio).

5 Decorate la torta con fette di limone o spicchi, servite.

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Antipasti

Muffin con asparagi pancetta e pecorino

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Un classico del periodo in versione muffin, pratico, veloce da fare, comodo per l’imminente gita fuori porta di Pasquetta, ricco, sostanzioso e sfizioso.

La classica gita di Pasquetta che diciamocelo, io non ho mai fatto perchè il tempo è quasi sempre inclemente e poi al nord fa ancora freschino, o è proprio una bella giornata di sole pieno, caldo o il pic nic diventa un rischio che spesso non si corre, magari ci si limita a una passeggiata post pranzo.

Inoltre sono quasi sempre in montagna a oltre 1000 m, molto difficile che si possa fare il pic nic all’aperto, se va bene si sta fuori qualche ora, ci si gode il sole, si prende un aperitivo vista montagna ma la coperta a quadrettoni e il cestino devono ancora aspettare qualche settimana, a volte c’è ancora la neve.

Voi che farete per Pasqua? A casa mia non ci sono tradizioni, vige la regola del Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi, mai fatti pranzi, nessuna tradizione particolare, nessun parente, non si sa bene chi ci sia, diciamo tutto molto libero, improvvisato, culinariamente è tanto se c’è la colomba che peraltro non mi entusiasma molto.

Raccontatemi che farete, dove, con chi, vi auguro buona Pasqua di sole, cibo, relax, risate e soprattutto lontano dalle città.

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Ingredienti:

180 gr di farina

3 uova

1 dl di olio evo

1 dl di latte

una bustina di lievito

100 gr di pancetta affumicata a dadini

6-7 asparagi lessati

100 gr di pecorino

sale e pepe

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1 In una ciotola raccogliete la farina, il pecorino, il lievito, sale e pepe, mescolate.

2 Fate un buco al centro e versate l’olio, il latte e le uova, amalgamate.

3 Saltate per quattro cinque minuti i dadini di pancetta in una padella antiaderente, non aggiungete olio, lasciate intiepidire, se necessario scolate su un foglio di carta assorbente.

4 Tagliate a pezzetti gli asparagi, versateli nel composto insieme ai dadini di pancetta, mescolate.

5 Accendete il forno a 180 gradi, mentre si scalda riempite i pirottini per trequarti della loro capienza, infornate per circa 25-30 minuti, sfornate.

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verdure

Polpette di ceci e carote

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Oggi è la giornata mondiale della felicità, non so chi e come stabilisca queste giornate che ormai ci son per tutto e spesso in un giorno più temi sono al centro dell’attenzione.

Comunque sia son sveglia dalle 4.30 e non mi son quasi riaddormentata, immaginate la felicità….oggi sarà una giornata di quelle che solo il te’ mi tiene in piedi e alle 18 il sonno farà capolino in modo insistente.

Pensavo alla felicità, ho letto tante frasi belle, ricche di senso, di poesia, di romanticismo, ho visto foto, immagini, video, poi ho pensato a cos’è la felicità per me. Difficile, credo sia legata a un momento, raramente a un periodo, raramente nel senso che un periodo felice esiste ma appunto non accade così spesso che tutto vada bene a lungo.

Ogni tanto si fa bingo e tutto ruota perfettamente lavoro, famiglia, amici, progetti, sogni, traguardi, a volte succedono eventi straordinari che rendono il periodo felice, di solito è più facile che la felicità risieda nelle piccole cose.

Un bel tramonto, una canzone, un buon piatto, una serata con gli amici, la lettura di un bel libro, andare a un concerto, trascorrere in un bel week end, piccoli traguardi quotidiani, ricevere un complimento o un regalo, fare un complimento o un regalo, per me anche una colata di cioccolato o quando mi viene bene un lievitato.

Mentre sorseggio un altro te metto in ordine i miei motivi di felicità, pensate ai vostri.

La ricetta è di Letizia del blog Voglia di cucina, appuntamento consueto con lo scambio di ricette con le Bloggalline, non conoscevo questo blog che ho spulciato a lungo e ha una marea di dolci strepitosi che sicuramente tornerò a guardare, ho optato per una ricetta senza dolci perchè ne avevo già mangiati troppi, passate da Letizia.

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La ricetta la copio e incollo precisa e identica alla sua, unica cosa io ho fritto, lei le ha cotte al forno.

Ingredienti per 3/4 persone :
2 carote lesse
1 scatola di ceci precotti (250 gr)
2 cucchiai di ricotta
4-5 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di sesamo
1 cucchiaino di paprika dole
1 cucchiaino di aglio (io uso quello liofilizzato)
prezzemolo q.b.
sale e pepe q.b. 
Pagrattato q.b. per la panatura
olio per friggere
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Scolare i ceci e sciacquarli sotto l’acqua corrente, metterli in una ciotola e schiacciarli con una forchetta insieme alle carote lesse. Aggiungere tutti gli altri ingredienti, se necessario aumentare la dose del pangrattato per ottenere un composto morbido, ma lavorabile.
Formare delle palline e schiacciarle leggermente, passarle nel pangrattato, scaldate abbondante olio in una padella e friggetele due tre minuti per lato, scolate su un foglio di carta assorbente.
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Primi

Crespelle al pomodoro e erbette

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Ho preparato milioni di volte le crespelle, mi piacciono molto, son versatili, le mangi dolci o salate e son sempre ottime, si fanno prima anche un paio di giorni, le farcisci e infili in forno, non devi stare a mescolare, controllare che non si attacchino o altro, insomma perfette.

Questa volta ho voluto tingerle, di rosso, con il concentrato, non sapevo bene cosa sarebbe saltato fuori, ho provato e devo dire che l’esperimento è ben riuscito, ammetto che le avrei preferite più rosse ma temevo che troppo concentrato incidesse sul sapore.

Ho intenzione di provare con altri colori, con gli gnocchi l’ho fatto tante volte, viola, arancioni, neri, gialli, verdi, adesso proverò con le crespelle, unico neo che quando metti la besciamella e il parmigiano i colori vengono coperti quasi del tutto e per questo vi ho messo una foto a crudo del piatto, per mostrarveli.

Ho dormito ma è come se non fosse successo, altra tazza di te’ e affrontiamo questo giovedì! Buon week end!

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Ingredienti:

per 13-14 crespelle (ma la grandezza dipende da quanto le fate sottili e dal diametro della padella)

4 uova

60 gr di burro + per ungere la padella

500 ml di latte

250 gr di farina

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

sale

500 gr di erbette

200 gr di fontina

150 ml di besciamella

parmigiano a piacere

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1 Sciogliete il burro dolcemente.

2 In una ciotola sbattete le uova, aggiungente poco alla volta la farina e a filo il latte, mescolate con una frusta.

3 Unite il burro, il concentrato e il sale, dovrete ottenere una pastella mediamente densa.

4 Ungete con il burro una padella antiaderente, fatela scaldare un paio di minuto poi versate trequarti di mestolo di pastella, fate roteare per la padella in modo che venga fuori un tondo uniforme, lasciate cuocere un paio di minuti poi aiutandovi con una spatola cominciate a staccare i bordi, se vengono via bene girate la crespella altrimenti aspettate ancora un attimo per poi girarla, son pronte quando son colorite da entrambi i lati, proseguite fino al termine della pastella.

5 Lessate e strizzate bene le erbette.

6 Tagliate il formaggio a dadini.

7 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda assemblate le crespelle ponendo su un lato di ognuna le erbette, qualche pezzette di formaggio, un cucchiaino di besciamella, richiudete e mettete in una teglia, proseguite fino al termine delle crespelle, cospargete di parmigiano, se volete una spolverate di pepe, infornate per circa 25 minuti, servite subito calde.

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Primi

Torta di pasta con i broccoli

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Non so bene perchè ma volevo a tutti i costi provare la torta di pasta, non so da dove nasca l’idea, non mi pare di averla vista recentemente su riviste, in tv o su altri blog, mi piaceva l’idea di creare un guscio croccante dove servire la pasta.

E’ una semplice pasta al forno cotta nella pasta brisee, niente di particolarmente originale, complicato, se vogliamo esteticamente il ripieno da vedere non è neanche bellissimo ma l’attimo in cui spezzi la pasta mi piace molto.

Devo dire che io sono “una tipa” da primi, mi piace tutto carne, pesce, uova, verdure, formaggi ma i primi per me son sempre il meglio con i dolci, fra un arrosto con patate e una lasagna non ho dubbi, la lasagna, fra un risotto e la grigliata di pesce o carne, il risotto e i pizzoccheri, la pasta fresca, le minestre, le zuppe, la polenta ecc…

Quando sono fuori casa prendo sempre un primo rispetto a un secondo, il trio vincente è antipasto primo e dolce, quasi sempre, mi sta venendo fame….

Anche oggi una di quelle giornata insulse, non è bello ma non è brutto, un sole timido timido ci osserva, vedremo se uscirà, buona giornata!

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Ingredienti:

per la pasta brisee

300 gr di farina

150 gr di burro freddo

acqua fredda q.b.

sale

200 gr di pasta corta

1 broccolo grande

100 gr di mozzarella

70 gr di parmigiano

sale e pepe (io anche un po’ peperoncino)

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1 Preparate la brisee lavorando insieme la farina con il burro, aggiungete il sale e l’acqua fredda poca alla volta mentre amalgamate, dovrete ottenere una palla liscia e compatta, riponete in frigo o se preferite stendetela direttamente nella teglia prima imburrata poi sempre in frigo.

2 Lessate il broccolo.

3 Cuocete la pasta come da prassi, nel mentre tagliate la mozzarella a pezzetti e unitela al broccolo ormai tiepido, regolate di sale e pepe, scolate la pasta versatela nella ciotola con il broccolo, mescolate fino a che sarà ben condita.

4 Versate la pasta bollente nella vostra tortiera con la brisee, spolverate di parmigiano e infornate in forno già caldo a 200 gradi per 30 minuti, servite calda.

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Antipasti

Pizzette di polenta

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Ci sono giornate che nascono male e proseguono peggio. Ieri alzata malissimo, dormito niente, occhi pesanti, alle dieci ero pronta per mettermi a dormire da quanto avevo la testa pesante causa assenza sonno.

La giornata si trascina con un un’unica consolazione, litri di te’! Leggo due notizie per cui ci resto male, abbastanza male, a esser gentili con le persone spesso si fa male, non si dovrebbe neppure perdere tempo, tutto il pomeriggio rimugino su questa cosa allibita.

Alle 19 mi dico che per fortuna la giornata sta per volgere al termine, si cena, un libro o un film e poi a letto, desiderosa di concludere una pessima giornata.

Alle 19.20 il messaggio su whatsapp che ti svolta la giornata, che ti fa in primis ridere e poi distrarre. Niente di che, non immaginate il messaggio della svolta, di grandi notizie, sorprese o altro, semplicemente un messaggio inatteso da una persona sempre propositiva, allegra, simpatica.

 A volte basta poco per cambiare il corso delle cose, sapevo che sarebbe bastato un nulla per correggere una giornata storta ma non sempre quel nulla riesci a trovarlo da solo, occorre una mano esterna ed è arrivata.

Abbiate sempre fede!

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Ingredienti:

100 gr di polenta (istantanea, appena fatta, un avanzo, va bene tutto basta che sia rappresa/fredda)

3 cucchiai di passata di pomodoro

50 gr di fontina

30 gr di parmigiano grattugiato

rosmarino

sale

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1 Stendete la polenta in una teglia o tagliatela a fette poi con un bicchiere o uno stampino ricavate dei tondi da pizzetta.

2 Accedente il forno a 200 gradi, mentre si scalda disponete i cerchi distanziati su una teglia da forno coperta di carta forno.

3 Distribuite il pomodoro con un cucchiaino, regolate di sale.

4 Infornate per 15 minuti poi aggiungete il formaggio tagliato a pezzetti e il parmigiano su ogni pizzetta, cuocete per altri 6-7 minuti fino a che il formaggio non sarà sciolto e dorato.

5 Sfornate, mettete su un piatto da portata e decorate con il rosmarino.

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