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DOLCI/ Lievitati

Focaccia alle pesche e rosmarino

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Innamorarsi di una ricetta? Si, si può! Innamorata non mi capita spesso, magari entusiasta, curiosa, soddisfatta, felicemente colpita, ampiamente ripagata, questo si ma innamorata capita poche volte, si contano sulle dita di una mano.

Di questa focaccia me ne sono innamorata subito appena l’ho vista sul libro Fragole a merenda di Sabrine D’Aubergine, immediatamente ho deciso di replicarla apportando alcune modifiche, ho avuto la conferma che il mio innamoramento era reale, concreto, giustificato.

Croccante e morbida, dolce e salata, soffice e umida, per me questo genere di dolci da colazione, merenda, da sempre sono fantastici, non troppo dolci, non troppo elaborati, farciti, glassati, decorati, guarniti, certo mi piacciono anche quelli ma per me  i dolci “secchi” son meglio dei cremosi.

Provate con le pesche ma anche con fragole, albicocche, ciliegie, frutti di bosco, con o senza miele, con diverse farine, frutta secca, magari con lo yogurt, con gocce di cioccolato, con altre erbe aromatiche, insomma divertitevi perchè le varianti possono essere tante, sempre diverse.

Buona settimana!

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Ingredienti:

500 gr di farina 00 bio

1 pizzico di sale

12 gr di lievito di birra fresco

350 ml di acqua

25 gr di burro

4 cucchiai di miele

4 pesche mature

50 gr di burro

zucchero

rosmarino

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1 In una ciotola ampia raccogliere la farina, il lievito sbriciolato, il pizzico di sale.

2 Scaldate l’acqua con il burro e il miele fino a che non saranno sciolti poi lasciate intiepidire.

3 Cominciate a impastare unendo poco alla volta l’acqua, proseguite fino a che avrete ottenuto una pasta compatta e omogenea (non è detto che vi serva tutta l’acqua).

4 Trasferite su un piano di lavoro e lavorate per una decina di minuti, dopo rimettete nella ciotola coprite e lasciate lievitare due tre ore, deve almeno raddoppiare il volume.

5 Ungete una teglia da forno e stendetevi la pasta uniformemente, lasciate lievitare ancora una mezzora, nel mentre lavate e tagliate le pesche a fettine.

6 Accendete il forno a 220 gradi, distribuite in file le pesche, aggiungete qua e là i rametti di rosmarino e fiocchi di burro, infornate per circa 25-30 minuti, deve risultare ben dorata, sfornate.

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DOLCI

Plumcake al cioccolato e rosmarino

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Il cioccolato lo metterei ovunque…penso si sia capito, l’avete già visto abbinato al pollo, ai peperoni, al peperoncino e oggi vi propongo il rosmarino. Al sapore non si sente tanto, solo a tratti ma il profumo invece è intenso e si distingue nettamente l’aroma del rosmarino.

I prossimi abbinamenti con il basilico, l’avocado, il pepe, niente di nuovo, sono anni che girano ricette e proposte con questi abbinamenti ma io ancora non ho sperimentato e son curiosa di sentire il sapore, il profumo, scegliere il cioccolato migliore!

Non c’è niente da fare, la colazione è il pasto che preferisco, alzarmi sapendo che un plumcake, delle brioche o biscotti, pancake o muffin e quant’altro mi aspettano, mi fa iniziare la giornata nel modo giusto e con il sorriso, normalmente mettere i piedi giù dal letto equivale alla morte.

Vi auguro una buona giornata mentre io mi  godo queste giornate fra Umbria e Lazio!

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Ingredienti:

200 gr di farina

100 gr di farina di segale

100 gr di cioccolato fondente

170 gr di zucchero

2,2 dl di olio evo

1,7 dl di latte di riso (io mandorle)

3 uova

1 cucchiaio di rosmarino tritato

mezza bustina di lievito

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1 In una ciotola mescolate le due farine, il rosmarino,  il lievito.

2 In un’altra ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.

3 Unite le uova alla farina, aggiungete l’olio mescolando bene.

4 Unite il latte e il cioccolato tritato grossolanamente (vanno bene anche gocce o pepite). Amalgamate.

5 Ungete uno stampo da plumcake, accendete il forno a 180 gradi, versate l’impasto nello stampo, infornate per circa 1 ora. Sfornate e lasciate intiepidire.

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Lievitati

Crackers al rosmarino

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Io e i lievitati non siamo mai stati molto amici, cioè a ingurgitarli son bravissima e siamo amicissimi ma a prepararli….

Me la cavo, le nozioni base più o meno le mastico o quanto meno non brancolo nel buio ma sicuramente non sono un’esperta ne’ un’appassionata, forse perchè mangio poco pane, se in tavola manca non muoio, magari manco me ne accorgo.

Il vero vizio sono grissini, taralli, sfogliatine, ringrazio di non essere abile a preparare queste prelibatezze perchè sarebbe la fine.

Oggi vi propongo una ricetta a prova di chiunque, non deve lievitare, si prepara in dieci minuti, costo zero, cottura 15 minuti, insomma i crackers ideali, anche da fare all’ultimo se non avete pane o avete amici in arrivo.

Buoni da soli ma anche con patè, creme, burro e acciughe, hummus, io li ho mangiati con delle cipolle caramellate da urlo regalo di un’amica blogger.

Vi auguro un felice week end, io sarò in montagna nonostante non sia previsto bel tempo!

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Ingredienti:

220 gr di farina di grano duro

70 ml di acqua tiepida

4 cucchiai di olio evo

5-6 gr di lievito di birra (o istantaneo)

1 cucchiaio di rosmarino tritato

sale

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1 Versate la farina in una ciotola o su un piano da lavoro, create la fontana al centro, unite l’acqua, l’olio, il rosmarino, il lievito e il sale, lavorate fino a formare una pasta omogenea e compatta.

2 Stendetela fra due fogli di carta forno, se riuscite datele forma rettangolare, tagliate a rettangoli o come preferite.

3 Accendete il forno a 200, mentre si scalda, coprite una teglia con la carta forno, distribuite separati i crackers, bucherellate con la forchetta e spolverate di sale grosso (facoltativo), infornate per circa 13-14 minuti, devono risultare dorati. Si conservano per diversi giorni.

Primi

Pad thai con gamberetti

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Qua passiamo dallo spezzatino al pad thai, due mondi completamente diversi.

Foto rubate all’ingordigia, fatte in trenta secondi, ho recuperato quelle che si salvano un minimo perchè sia mai che lo mangio freddo, troppo buono per non condividerlo con voi.

Ricetta ripresa in toto ed eseguita alla lettera di Vatinee la regine delle ricette thai.

Se amate il genere, la cucina orientale, i noodles non potrete non amare questo piatto, una volta trovati gli ingredienti in poco tempo realizzerete questo piatto che ovviamente si può preparare con alcune varianti, vedi aggiunta di verdure, altro pesce, carne.

Scappo, fra poche ore volo a Lisbona e ho seimila cose da fare, buon week end!

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Ingredienti:

per due persone

200 gr di noodles

200 gr di gamberetti

2 cucchiai di olio di semi

2 spicchi di aglio

2 uova

erba cipollina

3 cucchiai di salsa di pesce

3 cucchiai di salsa pad thai

1-2 cucchiaini di zucchero (o 1 cucchiaio)

sale

1 lime

coriandolo

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1 Come prima cosa leggete bene le istruzioni sulla confezione dei noodles, alcuni vanno ammollati 15 minuti, altri cotti per tre minuti in acqua calda ecc…

2 Marinate i gamberetti con 1 cucchiaio di salsa di pesce per 10 minuti.

3 In una padella antiaderente o nel wok scaldate l’olio e soffriggete l’aglio con l’erba cipollina precedentemente lavata e tagliate fine fine, unite i gamberetti e 1 cucchiaio di salsa di pesce, cuocete per una due  minuti. Togliete i gamberetti  e metteteli da parte.

4 Aggiungete i noodles nella padella, poi rompete le uova, mescolate, unite la salsa pad thai, lo zucchero, il cucchiaio restante di salsa di pesce, amalgamate e cuocete bene fino a fuoco vivo fino alla completa cottura dei noodles (se necessario unite un po’ d’acqua).

5 Aggiungete i gamberetti, saltate per qualche istante, regolate di sale, servite con il coriandolo e il lime (per decorare non spremuto).

Antipasti

Crostini con salmone marinato al lime e erbe

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Come vi avevo annunciato inizia il lungo mese che ci porterà a Natale, lungo si fa per dire perchè solitamente passa rapidamente e ci si ritrova al 24 dicembre in un attimo.

Penso che nel prossimo mese le ricette saranno più o meno a tema, idee regalo, possibili piatti per le tavole delle feste, al contrario di quanto si possa immaginare, non ho pensato bene a cosa proporvi, ho delle idee ma vedremo che succederà.

Cominciamo con un antipasto di una semplicità unica, davvero un’idea da realizzare in dieci minuti, procuratevi un misto di erbe a piacere e vi ritroverete la cucina pervasa da un piacevole profumo di lime, rosmarino, salvia, basilico.

Se proprio volete esagerare potete spalmare sul pane del burro morbido, io ho optato per una versione light.

La settimana è molto intensa per cui bando alle ciance, buona settimana a tutti.

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Ingredienti:

per circa 5 crostini

fette di pane (scegliete voi grandezza, tipo di pane)

100 gr di salmone affumicato

2 lime

2 cucchiai di olio di oliva

misto erbe (io rosmarino, timo, salvia, basilico)

sale

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1 Preparate il trito di erbe, non deve essere particolarmente fine.

2 In una ciotola spremete i due lime e unite l’olio. Aggiungete le erbe.

3 Tagliate a striscioline il salmone, versatelo nella ciotola, aggiungete un pizzico di sale, mescolate di tanto in tanto, fate riposare per una ventina di minuti almeno.

4 Tostate il pane, disponetevi sopra il salmone marinato, scegliete voi se aggiungere un filo d’olio, regolate  di sale, servite finchè il pane è caldo.

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carne

Crocchette di pollo patate e aglio orsino

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Due foto rubate al volo prima che la faine aprissero le danze, tre minuti piatto vuoto!

Se non amate l’aglio orsino non mettetelo, vi assicuro che non è come l’aglio “normale”, è secco, un’erba, non è difficile da digerire, non lascia odore, dimenticatevi l’aglio, questo ha un sapore deciso ma differente dall’aglio che siamo abituati a utilizzare.

Se riuscite a conservarne un po’ o prepararne in abbondanza, il giorno dopo sono ancora più buone.

Tornerò con le ricette passo passo quando sarò a Milano, in montagna per mancanza di spazio e utensili mi risulta difficile, sono comunque ricette molto semplici quelle di queste settimane.

A proposito di montagna, questa è stata una settimana splendida, sole, caldo tutti i giorni, una rarità dato che le settimane precedenti qualche giorno brutto e/o di pioggia c’è stato. Mi godo queste ultime giornate di sole, un sole diverso da luglio, caldo ma diversamente caldo, alto ma più basso del mese precedente, anche la luce ha un altro “colore”, intensità, difficile descrivere ma se foste qui capireste al volo.

Buon week end.

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Ingredienti:

per circa una ventina di crocchette

400 gr di petto di pollo

2 patate lesse medie

1 cucchiaino di aglio orsino

1 uovo

pangrattato q.b.

sale

olio per friggere

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1 Sbucciate le patate e schiacciatele con una forchetta.

2 In una padella antiaderente cuocete il petto di pollo ai ferri, lasciate intiepidire.

3 Riunite nel mixer il pollo, le patate, l’aglio orsino e l’uovo, frullate fino a ottenere una consistenza omogenea.

4 Aggiungete poco alla volta il pangrattato, dovrete ottenere una consistenza abbastanza densa, regolate di sale.

5 Scaldate in una padella antiaderente abbondante olio, quando sarà ben caldo con un cucchiaio formate le crocchette direttamente nella padella, bastano tre quattro minuti di cottura, quando da entrambi i lati avrete una crosta ben compatta e dorata, trasferite su un foglio di carta assorbente e servite.

DOLCI

Panna cotta al cioccolato bianco a lavanda

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Un dolce che si prepara in dieci minuti e solitamente piace sempre, non è il mio genere ma ogni tanto preferisco la praticità, niente lievito, frolla da impastare, creme da girare, ecc…..

Alla lavanda trovo sia ottima, molto profumata, la lavanda si filtra perchè da masticare non è il massimo, anche se qualcuno la lascia, il cioccolato bianco è quel tocco di dolcezza a un dolce già dolce.

Una giornata di splendido sole dopo una settimana di tempo altalenante, sole, nuvolo, pioggia, nebbia, diluvio, aria fredda, giornate organizzate tipo tetris guardando il cielo, due ore qui, due ore in casa, tre di pioggia, una di sole.

Il sole chiama, vi lascio il dolce, buona settimana!

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Ingredienti:

per 4 porzioni

500 ml di panna fresca

150 gr di zucchero

3-4 fogli di colla di pesce

100 gr di cioccolato bianco

1 cucchiaino di lavanda

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1 Spezzettate grossolanamente il cioccolato bianco.

2 Mettete dell’acqua fredda in una ciotola e ammollate la colla di pesce per una decina di minuti.

3 In un pentolino mettete a scaldare la panna a fuoco medio, unite il cioccolato e lo zucchero, mescolate.

4 Quando sta per bollire, non deve bollire, unite la colla di pesce strizzata, mescolate, si scioglierà subito.

5 Spegnete e mettete la lavanda, lasciatela in infusione per dieci minuti.

6 Filtrate la panna cotta per eliminare la lavanda, mettetela negli stampini da muffin o dove preferite, lasciate intiepidire e poi riponete in frigorifero per almeno un paio d’ore.

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Primi

Pasta con acciughe finocchietto e uvetta

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In realtà questa voleva essere una pasta con le sarde ma non le ho trovate così ho preso le acciughe.

Una pasta dal sapore, profumo, colore di Sicilia. Ci son stata tanti anni fa, era il 2003 e me ne innamorai subito.

Un altro mondo rispetto a Milano, per tutto, per l’atmosfera, l’aria, i colori, i ritmi, il costo della vita.

Nei miei ricordi tutto è molto bello, il mare, limpido, pulito, calmo, spiagge con poca gente, una cosa che amo poco del mare (e infatti vado in montagna molto spesso) è la spiaggia affollata, tutti appiccicati, sentire tutto quello che dicono gli altri, non godere mai del silenzio, in Sicilia ricordo giorni in cui c’eravamo noi e le persone più vicine a 40 m.

Ricordo i paesini dove gli anziani sedevano in strada sulle sedie a chiacchierare e giocare a carte e le signore vestite di nero con il velo per coprire il volto; la spesa, con 20 euro tre sacchetti colmi, a Milano dieci anni fa era impensabile come oggi; un gin lemon a 2,5 euro, quando mi dissero il prezzo sbiancai pensando ai 7 euro di allora a Milano.

La bellezza della natura, mare, chilometri di mare poi all’improvviso ti ritrovi in collina fra stradine, sentieri, tanto verde, quei colori intensi che solo l’estate regala con l’intensità del sole; ricordo Cefalù e il suo duomo, le sue stradine, una cena di pesce fantastica, con tremila portate di pesce freschissimo a un costo ridicolo.

Colazioni con la brioche farcita, in spiaggia il baretto con gli arancini che mangiavamo per merenda pronti a tuffarci un istante dopo, a cena dalla zia del mio amico che ci ospitava una vera goduria, pasta alla norma, sarde al beccafico, una crema di cipolle con arrosto che ancora ne sento il profumo, e non parliamo di tutti quei dolcetti alle mandorle divini.

Anche se non ci son le sarde ma le acciughe, questa pasta profuma di Sicilia con tanto finocchietto, le uvette e i pinoli, il pesce fresco.

Spero di tornarci prima o poi.

Preciso che esistono vari tipi di pasta con le sarde/acciughe, ho guardato almeno 20 siti, c’è chi mette il pangrattato chi no, chi aggiunge un po’ di passata di pomodoro chi no, chi la passa in forno chi la fa semplicemente saltare in padella, quale sia la ricetta originale non saprei, chi la conosce non esiti a dirmelo.

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Ingredienti:

per due persone

180 gr di bucatini

200 gr di finocchietto

200 gr di acciughe

1 bustina di zafferano

40 gr di uvetta

40 gr di pinoli

1 cipolla piccola

olio evo

sale

pepe

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1 Spuntate il finocchietto eliminando i gambi, lavatelo e mettetelo a cuocere per dieci minuti in acqua bollente, scolate e conservate l’acqua di cottura per cuocere la pasta (se necessario aggiungete un po’ d’acqua).

2 Pulite le acciughe, con un coltello tagliate la testa poi incidete delicatamente l’acciuga sul lato lungo, togliete le interiora e sfilate la lisca, vi si aprirà a libro.

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3 Ammollate l’uvetta in un po’ d’acqua, affettate la cipolla abbastanza finemente.

4 Prendete un’ampia padella versatevi dell’olio, due tre cucchiai, fate soffriggere la cipolla a fuoco vivo, nel mentre stemperate lo zafferano in un bicchiere d’acqua, unite al composto insieme alle uvette e i pinoli, regolate di sale, cuocete per 7-8 minuti.

5 Unite le acciughe e il finocchietto, cuocete per 3-4 minuti, nel mentre appena l’acqua bolle buttate i bucatini.

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6 Scolate i bucatini, versateli nel condimento della pasta, fate saltare e amalgamare per un paio di minuti spolverando di pepe, servite subito.

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verdure

Pakora di verdure

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Chi è stato in India sa bene di cosa sto parlando, sicuramente ne ha mangiate tante e spesso perchè son ottime e sempre diverse, cambiano le verdure, le spezie, le erbe, sono delle frittelle, delle polpette di verdure, non so quale sia il termine corretto. Un piatto tipico, molto comune, impossibile andare in India e non mangiarle!

L’India è un paese splendido, unico, ricco di contraddizioni, colorato, profumato, caotico, rumoroso, indimenticabile.

Per anni pensando a un viaggio da intraprendere  l’India non era mai rientrata  nei miei pensieri, sicuramente suggestionata dalle immagine televisive di tanti poveri, miseria, fame, poi nel luglio del 2006 per il mio compleanno mi regalarono Shantaram un romanzo non sull’India ma ambientato in India, una storia con intrighi, amore, vicende famigliari, un po’ di thriller.

Ogni pagina pensavo -devo andarci-, proseguendo nel libro ne ero sempre più convinta, detto fatto! Agosto 2007 l’ho trascorso in India, un paese sicuramente duro, con tanta miseria, povertà, spesso la sera tornando in albergo vedevi persone dormire in strada, sdraiati sullo stesso terriccio dove era passata una mucca, un camion, lo scolo di una fogna.

Un paese molto rumoroso, caotico, girare in macchina per le strade di New Delhi è un’avventura, la strada è di tutti, ti trovi in coda a un semaforo fra il pullman, la mucca (animale sacro non si tocca, non si sposta), una bicicletta, un suv e un carretto pieno all’inverosimile.

Il Gange, il fiume sacro, è un crocevia di tutto ma proprio tutto, ho assistito (per caso) a un funerale dove una barca ha trasportato lontano da riva un corpo fasciato in un lenzuolo per poi abbandonarlo alla corrente, la stessa acqua dove lavano i vestiti, bevono gli animali, si lavano corpo e capelli gli indiani, un acqua marrone intenso, tu ne stai lontano per loro è tutto.

Un paese con una forte spiritualità, moltissimi templi, cerimonie religiose con simboli, fiori, preghiere; un paese dai colori forti intensi, a cominciare dai sari delle donne, il loro vestito tipico, splendido, di colori accesi, brillanti, con molteplici sfumature; un paese dove si mangia benissimo, molto vario, verdure, carne, pesce, legumi, pane, zuppe, spezie declinate in ogni modo.

Potrei continuare ore a parlarvi dell’India, mi limito a dirvi andateci, per chi ha pregiudizi, paura, teme un confronto troppo forte con una realtà tostissima, con la povertà, lo sporco, andate comunque, tutti questi elementi ci sono ma se da lontano sembrano un ostacolo quando sarete lì li affronterete scoprendovi più forti di quel che credevate, li supererete godendovi quanto di bello questo immenso paese puo’ regalarvi.

Se volete andarci torno con voi….magari!

 

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Ingredienti:

per circa 15 pakora

165 gr di farina di ceci

1 cucchiaino raso di curcuma

1/2 cucchiaino di peperoncino

1 cucchiaino di garam masala

1 patata piccola

60 gr di cavolfiore

50 gr di piselli

1 cipolla piccola

2 cucchiai di foglie di coriandolo fresche tritate

2 cucchiai di basilico fresco tritato

2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato

1 spicchio d’aglio

olio per friggere

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1 Preparate la pastella setacciando la farina di ceci con la curcuma, il peperoncino, il garam masala, salate e aggiungete 150 ml circa di acqua, dovrete ottenere una pastella abbastanza densa. Coprite e fate riposare una mezzora.

2 Preparate le verdure, lessate il cavolfiore e i piselli nel mentre tagliate finemente la cipolla e la patata.

3 Unite le verdure tutte insieme, aggiungete l’aglio tritato, il prezzemolo, il coriandolo e il basilico, mescolate.

4 Unite le verdure alla pastella mescolando, intanto scaldate l’olio per friggere in una capiente padella antiaderente.

5 Friggete le vostre pakora per almeno 5 minuti girandole di tanto in tanto, dovranno risultate belle dorate.

NOTE: è normale che la forma sia irregolare, se non trovate il coriandolo fresco potete non metterlo, potete omettere l’aglio se temete che si senta troppa, anche se vi assicuro che nell’insieme non lo sentirete, se non avete il garam masala potete creare il vostro mix di spezie da soli, curcuma, paprika, pepe, cumino.

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Lievitati

Ciambella di noci e erba cipollina

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Una ciambella molto ricca,  saporita e molto profumata, l’erba cipollina ha un profumo invasivo, prevaricante, buona come pane, per merenda, in un pic nic, come spezzafame a metà mattina/pomeriggio, insomma buona sempre ma la prossima volta l’alleggerisco, latte, uovo, burro, parmigiano, semplifichiamo.

La ciambella mette sempre allegria che sia dolce o salata, sarà la forma accogliente, il cerchio evoca continuità, unione, stabilità, sarà che ricorda i dolci della nonna, le preparazioni semplici profumate perfette per ogni momento della giornata, comode da portare a scuola, in ufficio, in viaggio, conservate bene durano parecchi giorni.

La ciambella che è buona con tutto, salumi, formaggi, uova, pesce, carne, frutta secca, spezie, cioccolato, yogurt, con quel buco al centro accogliente per colate di cioccolato o farcitura di verdure, anche vuoto ha il suo perchè, la sua bellezza.

Inizio la settimana con un’ode alla ciambella per non guardare il grigiore fuori dalla finestra, l’inizio della settimana, la nottata che non è stata delle migliori, mi auto carico per affrontare la settimana.

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Ingredienti:

10 gr di lievito di birra

1 dl di acqua

500 gr di farina

1 cucchiaio di zucchero

2,5 dl di latte

1 uovo

80 gr di burro temperatura ambiente

80 gr di noci

100 gr di parmigiano

1 mazzo di erba cipollina

sale

 

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1 Fate sciogliere il lievito in una ciotola con l’acqua tiepida.

2 Su un piano da lavoro formate una fontana con la farina, al centro mettete il lievito, lo zucchero e un pizzico di sale, unite poco alla volta il latte impastando.

3 Unite l’uovo, il burro e il parmigiano, impastate fino a ottenere una pasta liscia omogenea ed elastica.

4 Unite le noci tritate grossolanamente e l’erba cipollina tagliata finemente, impastate, formate una palla coprite e fate lievitare per un’ora.

5 Imburrate uno stampo da ciambella o da plumcake, trasferite la pasta dandole la forma dello stampo, infornate in forno già caldo a 200 gradi per 40 minuti. Sfornate.

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CONSIGLIA Torta di mais