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DOLCI

Pancake ai pistacchi

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Come i più attenti avranno notato, sto apportando alcune modifiche al blog, piccoli cambiamenti per svecchiare un po’, del resto qualsiasi casa dopo qualche anno necessita di un tocco di pittura alle pareti, qualche cambio mobile, qualcosa si mette da parte per dare spazio alle novità.

Spero di non metterci molto a ultimare il trasloco, per ora pazientate con me.

Una ricetta per la colazione o merenda di una semplicità unica, diciamo pure una ricetta per terminare le uova, la farina che con il caldo patisce un po’, il burro fresco di malga da finire, un fondo di farina di pistacchi e del latte aperto!

Giovedì parto per qualche giorno e non voglio lasciare in frigorifero confezioni, bottiglie aperte, rimasugli, e comunque amo i pancake per la loro semplicità, versatilità, buoni sempre, non troppo dolci, da farcire o mangiare da soli, con marmellata o frutta, con sciroppo d’acero o crema al cioccolato e tanto altro.

Con i pistacchi non li avevo mai fatti, qua ne trovate diverse versioni, con nocciole, al cacao, alle mele e cannella, speziati, con la frutta ma pistacchi mai, buona giornata!

 

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Ingredienti:

150 gr di farina 00 bio

50 gr di farina di pistacchi

1 uovo

200 ml di latte (io senza lattosio)

150 gr di zucchero di canna

1 cucchiaino di lievito

burro per la padella

 

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1 Mettete in una ciotola le farine, lo zucchero e il lievito, mescolate.

2 Unite l’uovo e il latte, mescolate con una frusta.

3 Ungete con il burro una padella antiaderente, fatela scaldare bene poi versate poco più della metà di un mestolo di composto, lasciate cuocere due tre minuti fino a che non vedete comparire delle bolle in superficie, girate il pancake con una spatola, fate cuocere per un minuto.

4 Proseguite fino al termine della pastella.

 

 

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DOLCI

Cheesecake al cioccolato e caffè

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Recentemente sono stata  a Ferrara per un blog tour, abbiamo conosciuto una macelleria, una torrefazione e una cioccolateria. Tre realtà artigianali ricche di storia, cultura, tradizione, anneddoti interessanti e particolari.

L’aspetto che mi ha maggiormente colpito è la passione e soprattutto la grande etica, coerenza, voglia di lavorare bene, nel pieno rispetto dei prodotti, dell’ambiente, con il desiderio di fare bene più che fare “tanto”.

Si respira, si percepisce, si intuisce subito quando la passione è il motore di un lavoro, quando si ama ciò che si fa e lo si fa cercando qualità, studiando, prendendo decisioni magari controcorrente, magari meno redditizie ma che ti fanno sentire orgoglioso del proprio lavoro.

Questo è quanto percepito ascoltando Alberto della Torrefazione Penazzi, un grande oratore, appassionato, affabile, un padrone di casa accogliente, una storia ricca di intrecci, coincidenze, apparenti casualità, la sua casa è spettacolare, un luogo ricche di oggetti particolari, foto, vecchie targhe, mobili vintage, sacchi di caffè, davvero bella.

Lui un artigiano del caffè, ha realizzato un sogno nel 2004 aprendo la sua torrefazione, una passione nel parlare del caffè in termini di amore, passione, ricordi, profumi, sensazioni, una scelta precisa quella di coccolare i clienti con un prodotto trattato con cura, attenzione, rispetto per i clienti.

La macelleria Rizzieri dove abbiamo mangiato, la tartare migliore della mia vita, un pollo che sa di pollo, nulla a che vedere con quello del supermercato, un sapore che non è neppure paragonabile; una grande cura e attenzione a tutti i passaggi, a cominciare dalle stalle dove gli animali vengono gestiti con cura e rispetto.

Insaccati, carne e preparati prodotti in modo naturale senza OGM, ormoni, farmaci, niente glutine e conservanti, una scelta precisa, animali  e carni allevati e macellate in Italia da aziende agricole scelte con cura, gli animali si nutrono di cereali, foraggio, niente schifezze, sostanze chimiche, non è da tutti in un mondo dove la grande distribuzione la fa da padrone, dove rispetto alla carne trionfano gli allevamenti intensivi.

La cioccolateria Ruket, intanto il nome che mi è subito piaciuto moltissimo, il rocchetto, il ruket in dialetto, perchè le confezioni all’inizio venivano cucite a mano, appunto con il rocchetto.

La cosa che più mi colpisce è che le fave di cacao vengono selezionate una a una, enormi sacchi spulciati passo dopo passo con attenzione e cura, una grande attenzione alle materie prime e tanta tanta attenzione a ogni singolo passaggio, un piccolo laboratorio che subito entrando ti conquista per l’aroma inconfondibile del cioccolato, di cui io notoriamente sono grande appassionata.

Una giornata ricca, bella, amo molto queste storie belle, vere, che profumano di genuinità, di passione, di accoglienza e voglia di raccontarsi, di far toccare con mano, amo la passione che questi prodotti ottimi esprimono.

E soprattutto amo la sostanza, il prodotto bello buono che si assaggia, si gusta con curiosità, soddisfazione, piacere, prodotti unici perchè altri uguali non ne trovi.

 

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Ingredienti:

150 gr di biscotti al cioccolato (tipo frollini, ai cereali ecc…)

60 gr di burro

500 gr di ricotta (la mia di malga freschissima)

200 gr di formaggio cremoso

3 uova

180 gr di zucchero

120 gr di cioccolato

1 tazzina di caffè

 

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1 Sciogliete il burro in un pentolino o nel microonde

2 Tritate i biscotti riducendoli in briciole, unitevi il burro (non bollente), amalgamate.

3 Imburrate una tortiera con cerniera, disponete la base di biscotti livellando la superficie con un cucchiaio, riponete in frigorifero.

4 Accendete il forno a 190 gradi, nel mixer o in una ciotola lavorate la ricotta, le uova, il formaggio e lo zucchero.

5 Aggiungete il cioccolato precedentemente fuso e il caffè, mescolate.

6 Riprendete la base dal frigorifero e versatevi il composto, infornate per circa 45 minuti, la parte al centro è normale che rimanga un po’ “molle”, non deve scurirsi troppo.

NOTE queste quantità sono per una tortiera di diametro 22-24, io ne ho usate due piccole.

 

 

Il cioccolato utilizzato è della cioccolateria Ruket e il caffè della Torrefazione Caffè Penazzi.

La macelleria si chiama Rizzieri, le trovate tutte anche sui social network!

 

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DOLCI/ Senza categoria

Cheesecake al limone

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Eccomi nuovamente dopo il ponte, sono rimasta a Milano dopo aver girovagato una decina di giorni per l’Umbria e trascorso la Pasqua in montagna, un po’ di relax a casa.

Oggi è novembre, sta diluviando da ore, in casa è buio e fa anche freddo, amen, meglio non pensarci e riempirci di colore e freschezza con questa cheesecake.

I limoni sono buoni, freschi, molto profumati, non trattati quindi non lucidi, provengono dal giardino della mia nonna a Roma, ne ho presi due bei sacchetti grandi quando ci son stata un paio di settimane fa, li ho distribuiti a mamma e sorella e ora limoncello, lemon curd, marmellata e limoni ovunque.

Una fetta di questa riconcilia con la giornata non proprio esaltante, anche perchè nella testa oggi è lunedì invece -per fortuna- è già mercoledì e a breve c’è un altro ponte, una fetta che proietta verso il mare, l’estate, i colori accesi dei vestiti, della frutta e verdura, dei fiori, delle serate all’aperto, a volte si viaggia anche con un dolce!

Buona mini settimana!

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Ingredienti:

200 gr di biscotti secchi (frollini, digestive, ai cereali ecc…)

80 gr di burro

500 gr di ricotta

200 gr di robiola

3 uova

180 gr di zucchero

il succo di due tre limoni

limoni per decorare

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1 Nel mixer riducete in briciole i biscotti, unite il burro fuso non bollente, otterrete un composto omogeneo, distribuitelo su una teglia a cerniera imburrata livellando la superficie, riponete in frigorifero.

2 Nel mixer o con un cucchiaio in una ciotola lavorate la ricotta  e la robiola, unite poi lo zucchero e le uova, mescolate fino a ottenere una crema omogenea senza grumi.

3 Spremete i limoni facendo attenzione ai semini, unite il succo al composto, mescolate.

4 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda tirate fuori la teglia dal frigorifero, versate la crema, infornate per circa 50 minuti, sfornate, lasciate raffreddare poi riponete in frigorifero per almeno 4 ore (se la fate il giorno prima meglio).

5 Decorate la torta con fette di limone o spicchi, servite.

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Primi

Noodles con fave cipollotti e gamberi

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Tempo di fave, di cipollotti, per me sempre tempo di noodles, di riso, di grano, di soia, si preparano in un attimo e un po’ come la pasta li si condisce con tutto ma proprio tutto.

Se non trovate la salsa di pesce e la salsa pad thai fate senza, utilizzate semplicemente la salsa di soia, vengono ottimi comunque.

Ho un torcicollo notevole e son tutta acciaccata causa questo vento terribile che nei giorni scorsi ha funestato, mi sento davvero giù, ho anche dormito bene, almeno otto ore eppure tornerei immediatamente sotto le coperte e so che mi addormenterei in fretta. Mettiamoci l’umore che non è particolarmente alto manco quello….

Vi auguro un buon week end, tanti saranno in vacanza, qualcuno partirà adesso per il ponte del 25 aprile, i più fortunati si sollazzeranno fino al 1 maggio, ovunque voi siate divertitevi!

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Ingredienti:

per due persone

200 gr di noodles

100 gr di fave

4-5 cipollotti

6-7 gamberi

3 cucchiai di salsa di pesce

1 cucchiaio di salsa pad thai

1 cucchiaino di zucchero

olio evo

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1 Lessate le fave, tagliate a rondelle il cipollotto.

2 In una padella versate due tre cucchiai di olio, fatelo scaldare e unite il cipollotto, lasciate cuocere per qualche minuto poi unite la fave, lasciate insaporire.

3 Unite la salsa di pesce, la salsa pad thai e lo zucchero, mescolate, unite i gamberi e fate cuocere per cinque-dieci minuti.

4 Nel mentre preparate i noodles come da istruzioni, di solito portando a ebollizione l’acqua come per la pasta poi cuocendoli solo qualche minuto, scolateli e versateli nel condimento, fate saltare e amalgamare due tre minuti, servite caldi.

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Pesce

Involtini di gamberi marinati e verdure

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La sfida di questo mese del gruppo Sei in cucina mi piace particolarmente, gli ingredienti son belli e si possono realizzare davvero tante tante ricette, il protagonista è il limone, un frutto che si usa tanto nei dolci come nel salato, per condire, marinare, come crema, marmellata, per aromatizzare e altro.

Io ho optato per una marinatura che preparo da secoli e mi piace molto, regala sapore, profumo ed è molto semplice.

Un piatto che profuma di Asia, di quel fritto tipico che si sente per le strade in India ma anche in altri paesi asiatici dove lo street food dilaga ed è abitudine consolidata di chi ci vive e dei turisti goderne, peraltro ricordo anche in Brasile bancarelle ovunque che sfornavo manicaretti che prendi e acquisti in loco ancora fumanti.

Indubbiamente una cucina che amo molto, non mi stanca mai e che spero di poter gustare dal vivo viaggiando in qualche paese asiatico…..sogni!

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Ingredienti:

230 gr di pasta phillo (ve ne serviranno 6 fogli sottili)

1 zucchina

150 gr di carote julienne

70 gr di germogli di soia

150 gr di gamberi

2 limoni

4 cucchiai di olio evo

3 cucchiai di salsa di soia

1 cucchiaio di miele

1 albume

olio per friggere

sale

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1 Preparate la marinata, in una ciotola mettete l’olio, il miele, la soia e il succo e scorza dei limoni, mescolate e assaggiate se vi piace, regolatevi secondo il vostro gusto se la preferite più dolce unite un altro po’ di miele, ecc…

2 Mettete a marinare i gamberi nella marinata per almeno mezzora.

3 Lavate la zucchina e tagliatela a julienne, unite le carote julienne e i germogli.

4 Scolate i gamberi dalla marinata e uniteli alle verdure, tritate il tutto finemente (anche nel mixer se preferite) se troppo asciutto unite 1-2 cucchiai di marinata.

5 Prendete la pasta phillo, dividete ogni foglio a metà, disponete al centro a forma di rettangolo il ripieno, ripiegate la pasta prima su stessa poi piegando i bordi verso il centro dell’involtino, sigillate con dell’albume aiutandovi con un pennello.

6 Terminate rapidamente tutti gli involtini e friggeteli subito in olio bollente, basteranno 5-6 minuti a involtino, a metà cottura girateli, regolate di sale se volete, servite caldi.

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Con questa ricetta partecipo a Sei in cucina la sfida degli ingredienti

Primi

Pad thai con gamberetti

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Qua passiamo dallo spezzatino al pad thai, due mondi completamente diversi.

Foto rubate all’ingordigia, fatte in trenta secondi, ho recuperato quelle che si salvano un minimo perchè sia mai che lo mangio freddo, troppo buono per non condividerlo con voi.

Ricetta ripresa in toto ed eseguita alla lettera di Vatinee la regine delle ricette thai.

Se amate il genere, la cucina orientale, i noodles non potrete non amare questo piatto, una volta trovati gli ingredienti in poco tempo realizzerete questo piatto che ovviamente si può preparare con alcune varianti, vedi aggiunta di verdure, altro pesce, carne.

Scappo, fra poche ore volo a Lisbona e ho seimila cose da fare, buon week end!

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Ingredienti:

per due persone

200 gr di noodles

200 gr di gamberetti

2 cucchiai di olio di semi

2 spicchi di aglio

2 uova

erba cipollina

3 cucchiai di salsa di pesce

3 cucchiai di salsa pad thai

1-2 cucchiaini di zucchero (o 1 cucchiaio)

sale

1 lime

coriandolo

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1 Come prima cosa leggete bene le istruzioni sulla confezione dei noodles, alcuni vanno ammollati 15 minuti, altri cotti per tre minuti in acqua calda ecc…

2 Marinate i gamberetti con 1 cucchiaio di salsa di pesce per 10 minuti.

3 In una padella antiaderente o nel wok scaldate l’olio e soffriggete l’aglio con l’erba cipollina precedentemente lavata e tagliate fine fine, unite i gamberetti e 1 cucchiaio di salsa di pesce, cuocete per una due  minuti. Togliete i gamberetti  e metteteli da parte.

4 Aggiungete i noodles nella padella, poi rompete le uova, mescolate, unite la salsa pad thai, lo zucchero, il cucchiaio restante di salsa di pesce, amalgamate e cuocete bene fino a fuoco vivo fino alla completa cottura dei noodles (se necessario unite un po’ d’acqua).

5 Aggiungete i gamberetti, saltate per qualche istante, regolate di sale, servite con il coriandolo e il lime (per decorare non spremuto).

Primi

Zuppa di yakisoba con verdure

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Non è un mistero ne’ una novità che adori la cucina asiatica, che sia cinese, thai, giapponese, indiana, mi piace tutta, non ho ancora trovato ad oggi un piatto che non apprezzi, in India un mese ho mangiato benissimo, sempre nei ristoranti asiatici, ecco forse non amo allo stesso modo la cucina coreana.

Mi riprometto però di darle una seconda possibilità prima o poi, son passati anni e non ricordo neppure cosa ho mangiato, solo una sensazione di relativo piacere.

Questa zuppa potete farla come preferite, non esiste una ricetta vera e propria, ovviamente gli yakisoba son comprati per il resto brodo di pesce o carne o verdure come preferite, le verdure che prediligete, pollo, maiale, uova, pesce, decidete voi come realizzarla.

La giornata oggi  è tutta in salita, son sveglia dalle cinque e non so neppure perchè ne’ sono abituata a questi orari per me folli, terribili, inconcepibili, inutile dire che mi sento già stravolta e che a breve devo bere la seconda enorme tazza di te’ della giornata, consoliamoci che è venerdì e domani sarà un super sabato!

Buon week end!

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Ingredienti:

per due persone

mezzo litro (almeno) di brodo vegetale (carote cipollotto piselli)

200 gr di yakisoba

2 carote

5-6 cipollotti

60 gr di piselli

salsa di soia

sale

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1 Mettete a scaldare il brodo, aggiungete le carote lavate pulite tritate finemente, i cipollotti tagliati a rondelle e i piselli lasciate cuocere circa 20 minuti, regolate di sale.

2 Aggiungete la salsa si soia, quantità decidete voi, cominciate con uno-due cucchiai e assaggiate, nel caso vi sembri poca aggiungetene, unite gli yakisoba, mescolate e  lasciate cuocere per circa cinque minuti.

3 Servite subito caldi, potete anche limitare la quantità di brodo e farli asciugare se preferite una versione non in brodo.

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carne

Pollo al curry rosso

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Più volte ho espresso il mio amore per il pollo, niente di originale, piace più o meno a tutti, costa poco, è molto versatile, ha un sapore poco invadente, si cucina rapidamente, si sposa bene con numerosi ingredienti e soprattutto è l’alimento di cui si sfama gran parte del mondo.

In India, in Africa, a Cuba, in Peru, ho mangiato quantità di pollo significative, peraltro polli molto più buoni, non di allevamento, preparato fritto, nel forno a legna, ripieno, saltato e poi condito con insalata, formato polpette, grigliata con salsa bbq, semplice ai ferri in padella.

Ovviamente in questi paesi esistono anche altri tipi di carne ma non certo la quantità e varietà che abbiamo noi, manzo, vitello, maiale (non nei paesi musulmani), poco altro, scordiamoci il cinghiale, il capriolo, l’anatra, il coniglio ecc…mai visti, pollo pollo sempre e solo pollo.

Grazie a questi viaggi ho imparato a mangiarlo in mille modi e infatti quando lo cucino mi piace variare, questa ricetta è di Vatinee, una grande amica blogger, la ricetta me l’ha data lei, sul suo blog A Thaipianist ne trovate una più o meno identica con qualche piccola variante.

Appena ho avuto in mano la ricetta l’ho preparata, il caso vuole che avessi la salsa si pesce, il curry rosso e il latte di cocco, che dire? me ne sono innamorata, so che diventerà una droga, almeno fino a quando avrò gli ingredienti che poi non riesco a trovare subito facilmente.

Dovete procurarvi tutto e provare, non ha niente a che fare con il pollo al curry classico, ha un sapore più deciso, netto! Non ve ne pentirete, buona settimana!

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Ingredienti:

per due persone

400 gr di petto di pollo

2 cucchiai di olio di mais

1 spicchi di aglio

1-2 cucchiaini di curry rosso

200 ml di latte di cocco

4 cucchiai di salsa di pesce

3 cucchiaini di zucchero

peperoncino

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1 Tagliate il pollo a pezzetti.

2 In una padella versate l’olio, aspettate che si scaldi, unite l’aglio.

3 Unite il pollo e la pasta di curry. Mescolate.

4 Versate il latte di cocco, la salsa di pesce, lo zucchero e il peperoncino, amalgamate.

5 Cuocete a fuoco medio/alto fino a che il pollo non sarà cotto, servite subito, potete aggiungere menta o coriandolo.

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Primi

Crepes radicchio e fontina

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Anche gennaio sta volgendo al termine e io ho messo via ieri l’albero di Natale, avevo tolto gli addobbi ma non avevo voglia di arrampicarmi per recuperare la scatola dell’albero così è rimasto in salotto come macchia di colore fino a ieri.

Un gennaio che non verrà sicuramente ricordato per la sua bellezza o generosità, penseremo sempre al terremoto, alla tragedia dell’albergo, a quelle immagini terribili di neve, ghiaccio, paesi isolati, gente esasperata, famiglie in apprensione, forze dell’ordine che lavorano indefessamente.

Purtroppo anche questa, come tante altre tragedie, verrà presto dimenticata, non si scopriranno mai le responsabilità, rimarrà uno dei tanti misteri italiani, si poteva costruire? avevano avvisato ma non li hanno ascoltati? è stato sottovaluto il rischio? non avevano diramato un’allerta?

Penso a quei bambini che per sempre rimarranno segnati da quei giorni chiusi fra il ghiaccio e le macerie insieme ad altri sconosciuti, alla sensazione di freddo, buio, paura, incertezza che ricorderanno per sempre, li consolerà esserne usciti vivi.

E’ venerdì, cerchiamo di pensare al week end e alle tante cose belle che potremmo fare, a cominciare da queste crepes, ne preparate una bella quantità, un tot le usate per questa ricetta, le altre le tenete pronte per farcirle con la marmellata, il cioccolato o qualsiasi verdura, formaggio. Buon week end

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Ingredienti:

per sei crepes (ve ne verranno di più con queste quantità)

mezzo litro di latte

4 uova

250 gr di farina

60 gr di burro + per ungere la padella delle crepes

1 cespo grande di radicchio

130 gr di fontina

100 gr di besciamella

50 gr di parmigiano grattugiato

sale pepe

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1 Preparate le crepes: sciogliete il burro e lasciatelo intiepidire.

2 Sbattete le uova con la farina unendo poco alla volta il latte a filo, unite il burro, regolate di sale e amalgamate (se doveste vedere dei grumi sbattete il composto con le fruste elettriche).

3 Scaldate con un pezzetto di burro una padella antiaderente, quando sarà ben calda verste trequarti di mestolo roteando il composto nella padella, lasciate cuocere fino a che in superficie non vedrete comparire delle bolle e i bordi si staccheranno bene, lo vedrete aiutandovi con una spatola, girate la crepes e lasciate cuocere un altro minuto o due, proseguite fino al termine della pastella.

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4 Lavate e tagliate grossolanamente il radicchio, fatelo cuocere una decina di minuti in una padella con dell’olio o solo acqua, si cuoce molto rapidamente, fate intiepidire e se necessario strizzatelo dall’acqua in eccesso.

5 Tagliate la fontina a dadini, componete le vostre crepes, mettete su un lato un po’ di radicchio e formaggio, un po’ di besciamella e una spolverata di parmigiano, regolate di sale, arrotolate la crepes su stessa e disponetela in una teglia, proseguite nello stesso modo con le altre crepes.

6 Accendete il forno a 200 gradi, quando sarà ben caldo infornate le crepes per circa 25 minuti, dovranno risultare dorate. Servite calde.

Le quantità di radicchio, formaggio, besciamella e parmigiano variatele secondo i vostri gusti, potreste anche non mettere la besciamella o il parmigiano per non eccedere nei grassi.

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Dal mondo/ DOLCI

Chocolat crinkle

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Niente discorsi su quanto si è mangiato, sui cenoni delle feste ecc…a casa mia si mangia normale, niente maratone, niente stravizi, ovvio si mangia un po’ più del solito ma niente di esagerato, per la serie se mi invitate a cena stasera e ci sono sedici portate le mangio tutte volentieri!

Pensiamo alla colazione che feste o non feste è sempre il pasto che preferisco, il momento in cui capisci che tipo di giornata sarà, di che umore sei, in cui apri la finestra e ti prepari al diluvio universale o ti godi i raggi di sole.

Questi biscotti son davvero semplici da preparare e cuociono in pochi minuti, li avevo visti e sentiti nominare parecchie volte ma non mi ero mai cimentata poi l’altro giorno li ho visti in home page su Ifood ed eccoli qui, la ricetta è del blog In cucina con Giada e Sara  di Sara.

Ho apportato qualche minuscolo modifica ma in sostanza la ricetta è sua, se amate il cioccolato c’è poco da dire, li amerete, vi consiglio di provarli anche al limone, la ricetta la trovate sia su Ifood che sul mio blog.

Il sole è alto, e fa pure caldo, neve dove sei????? Passate una bella giornata!

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Ingredienti:

200 gr di cioccolato fondente

100 gr di burro

2 uova

80 gr di zucchero di canna

200 gr di farina

mezza bustina di lievito

zucchero a velo

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1 Sciogliete il cioccolato e il burro a bagnomaria, lasciate intiepidire.

2 In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro.

3 Unite il cioccolato al composto di uova, amalgamate.

4 Unite la farina e il lievito setacciati, mescolate fino a ottenere un composto omogeneo, riponete in frigorifero per due ore.

5 Accendete il forno a 160 gradi, prendete un piatto e mettetevi lo zucchero a velo, formate delle palline grandi più o meno come noci e passatele nello zucchero, distribuitele separate su una teglia da forno coperta da carta forno, infornate per circa 12 minuti.

6 Sfornate e lasciate raffreddare, si conservano bene per diversi giorni chiusi in scatole di latta.

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