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Cereali

Primi

Ciambelline di riso pomodoro e parmigiano

Confesso di aver preparato tutto a occhio assaggiando, mi sforzerò a dirvi gli ingredienti giusti ma penso che queste ricette spesso si realizzano a intuito, a gusto, non servono dosi precise o quanto meno non sono i 20-30 gr in più o in meno che alterano completamente l’esito della ricetta.

Volevo usare questi stampini tanto carini, avevo sempre pensato di usarli per un dolce ma avendomi tassativamente proibito di fare qualcosa di dolce, ho optato per un primo ideale per tutti.

La prossima ricetta sicuramente sarà un dolce, c’è qualcosa da festeggiare e quindi occorre dolcezza, niente di che, non aspettatevi chissà quale notizia, scoop, novità, un piccolo traguardo, tutto qua.

Buon venerdì,ormai ci siamo, per tanti di voi oggi si chiude baracca  e si parte, ricordo che quando avevo un lavoro fisso il giorno prima delle ferie era una meraviglia, molto atteso, oggi devo dire che per me non cambia molto, la mia vita è molto diversa rispetto a due anni, senza un capo, un lavoro fisso, cartellini da timbrare, ferie da concordare.

Buone vacanze e buon week end!

 

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Ingredienti:

300 gr di riso

150 gr di passata

150 gr di parmigiano

2 uova

olio evo

sale

 

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1 Lessate il riso e fatelo intiepidire.

2 Preparate un sughetto di pomodoro con olio, passata e sale (volendo se proprio non avete voglia potreste mettere anche la passata senza cuocerla).

3 In una ciotola raccogliete il riso, la passata intiepidita, il formaggio e le uova, amalgamate, regolate di sale, se vi pare asciutto unite un filo di olio.

4 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda ungete con olio o burro gli stampini, riempiteli del tutto, livellando la superficie, infornate per circa 25 minuti. (se volete mettete dei fiocchetti di burro sulla superficie per fare la crosticina). Girateli quando saranno ben freddi, se occorre aiutatevi con un coltello a lama liscia.

 

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Primi

Bulgur con zucchine gamberi e mandorle

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Prima volta del bulgur su questi schermi, non lo mangio spesso effettivamente seppur mi piace come tutti i cereali, soprattutto d’estate quando puoi condirlo con qualsiasi cosa, i miei classici tonno ceci e pomodori, pesto e gamberi, peperoni e zucchine, pollo cipollotto zenzero ecc…

La comodità è prepararlo prima, d’estate non ho tanta voglia di stare in cucina, cucino eh, non mangio solo piatti freddi, pronti o insalata ma se in inverno è piacevole trascorrere le ore in cucina, in estate cerco di starci poco anche perchè la mia è caldissima.

Quindi preparo a rate se il piatto prevede più preparazioni, in questo caso in mattinata ho fatto il bulgur e prima di cena le zucchine, mentre cuocevano ho pulito i gamberi. Mangiare bene e vario comunque ma senza dedicarci ore, per esempio quando sono in montagna se c’è il sole voglio stare fuori il più possibile.

E’ mercoledì ma sono convinta sia giovedì, i misteri, vi auguro una buona giornata in questo anniversario importante!

 

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Ingredienti:

per due persone

170 gr di bulgur

1 zucchina grande

120 gr di gamberi

1 cucchiaio di lamelle di mandorle

1 cucchiaio di farina abbondante

olio

sale pepe

 

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1 Cuocete il bulgur come da istruzioni, il mio 15 minuti in acqua bollente, come la pasta, lasciate raffreddare.

2 Lavate, pulite e tagliate a rondelle sottili la zucchina, passatele nella farina e saltatele in una padella con dell’olio per circa 5-7 minuti, non devono galleggiare nell’olio. Scolatele su un foglio di carta assorbente.

3 Pulite i gamberi.

4 In una ciotola o piatto da portate riunite tutti gli ingredienti, il bulgur, le zucchine, i gamberi e le mandorle, condite con olio evo, regolate di sale e pepe, servite.

Primi

Riso con melone e gamberetti

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Una ricetta che è una non ricetta, non c’è molto da fare se non cuocere il riso, pulire il melone, assemblare gli ingredienti, piatto fresco, veloce, in linea con la stagione e le temperature.

Ho anche messo accanto una crema di avocado, a parte perchè potrebbe non piacere insieme al resto, provate e stabilite se è un abbinamento che vi conquista o meno, a me non è dispiaciuto!

L’avocado è fondamentale nella mia cucina estiva, nel dolce e nel salato è versatile, per creme, in insalata, condito semplicemente con olio e limone, con il pesce, nella pasta, ottimo con il cioccolato, sul pane, nel mitico avocado toast! E anche un bel colore!

Siamo a giovedì e mi sembra che la settimana sia volata senza averne colto molto, un po’ sfuggente, un po’ faticosa, con un paio di notti insonni di troppo, pensieri che girano vorticosamente, qualche risata improvvisa, un libro che voglio rileggere e non trovo più.

Buona giornata.

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Ingredienti:

1 melone piccolo

100 gr di Riso Buono Artemide

2 cucchiai di gamberetti

olio evo

sale pepe

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1 Cuocete il riso, lasciate raffreddare.

2 Tagliate a metà il melone, con un cucchiaio svuotate l’interno dai semi e con uno scavino togliete il resto tenendolo da parte.

3 Scolate bene i gamberetti.

4 In una ciotola unite i tre ingredienti, condite, regolate di sale e pepe e farcite le vostre metà di melone

Se volete aggiungere la crema di avocado, semplicemente pulite un melone e lo frullate o schiacciate con un cucchiaio di mascarpone, salate.

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DOLCI

Torta di riso, amarene e noci pecan

 

Maggio, finito e volato nel bene e nel male!

La bellezza del castello di Felino, della campagna parmense, di ottimi prodotti, a cominciare da salame e parmigiano, ottima compagnia  e un pranzo da principesse.

Tutto Food, tanti nomi importanti dell’enogastronomia italiana e internazionale, piccoli produttori, grandi assaggi, scoperte, chiacchiere piacevolissime a scoprire le bellezze culinarie del nostro Paese.

Due tardi pomeriggio in albergo, io come ospite in attesa di riuscire, una chiacchierata bella e rara, un altro momento di vicinanza unica in un momento importante per un’amica.

L’emozione di un incontro importante, atteso da mesi, desiderato, di cui abbiamo tanto parlato e poi vedersi per tre giorni condividendo chiacchiere, pranzi, idee, istanti, confidenze.

Due volte il festival dello street food, con un’amica storica e una più recente, la bellezza di godersi un panino all’aperto, anche se a Milano.

I sapori di Ferrara, una macelleria eccellente, una torrefazione e una cioccolateria, quando il lavoro è in primis passione, etica, credere ciecamente in un metodo di lavoro serio e sano!

Il primo livello del corso per sommelier superato e una giornata in vigna sotto il diluvio universale per festeggiare la fine del corso.

Un pomeriggio con un’amica romana in trasferta a Milano, chiacchiere, assaggi, incontri, racconti splendidi.

Un sabato pomeriggio a fare bigne’ con i bambini della clinica De Marchi, cantare, ballare, dipingersi farfalle e altro sul volto.

Un pomeriggio al parco a praticare Nordic walking per parlare di prevenzione, importante di praticare attività fisica e coinvolgere sulla Sclerosi Multipla.

Un pomeriggio di chiacchiere e cucina per realizzare un libro di ricette nel luogo dove ho lavorato sei anni!

Un pranzo per So Lunch, chiacchiere, spaghetti, peperoncino e un bel progetto!

E stasera si chiude con una cena con amici storici a base di prodotti umbri e marchigiani acquistati dai produttori che hanno subito danni con il terremoto.

Un mese che pare un anno!

 

 

Ingredienti

1 litro di latte fresco

200 gr di riso Ferraris

130 gr di zucchero

2 uova

2 cucchiai di Amarene Fabbri

100 gr di noci pecan

zucchero a velo

 

 

1 Mettete il latte e lo zucchero in una casseruola a sponde alta, dopo circa una decina di minuti quando il latte è caldo aggiungete il riso, ci metterà circa una mezzora a cuocere e assorbire interamente il latte ma state attenti, girate spesso con un cucchiaio di legno, controllate che non attacchi, deve rimanere cremoso, una volta pronto trasferite in una ciotola e lasciate intiepidire.

2 Unite le uova, mescolate, unite le amarene e le noci, amalgamate.

3 Accendete il forno a 200 gradi, versate il composto in uno stampo, io al silicone quindi niente butto, valutate in base allo stampo che scegliete, cuocete per circa 30-35 minuti, sfornate, lasciate raffreddare del tutto e decorate con zucchero a velo.

 

Grazie a Riso Ferraris per il gentile e apprezzato omaggio!

 

 

Primi

Cous cous con ceci agretti e san pietro

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Un raggio di sole dopo giorni di pioggia  e una nottata dove c’è stato un gran temporale, si vede che sapevano che avrei pubblicato una ricetta tipicamente primaverile, un piatto unico ricco perfetto per pic nic, grigliate, gite fuori porta, l’imminente 1 maggio.

Un piatto che potete divertirvi a creare come preferite, le combinazioni sono infinite, forse è insolita la presenza degli agretti ma li avevo preparati e quindi perchè non gustarli in versione insalata/piatto unico.

Che farete per il 1 maggio? Io resterò a casa perchè devo studiare per un esame settimana prossima, domenica tempo permettendo pic nic/grigliata in un parco milanese con amici, se dovesse piovere staremo a casa di qualcuno di noi.

Corro a studiare, vi auguro una felice giornata e un buon week end lungo!

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Ingredienti:

per due persone

180 gr di cous cous

2 fette di san pietro (grandezza decidete voi se vi piace o meno, se volete abbondare o meno)

80 gr di ceci

3 cucchiai di agretti già cotti

olio evo

sale  e pepe

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1 Preparate il cous cous come da istruzioni sulla confezione, sgranatelo bene, lasciate intipiedire.

2 Cuocete il pesce in una padella antiaderente con un filo di olio, bastano 5-6 minuti se la fetta non è troppo alta, lasciate intiepidire.

3 Tagliate il pesce a bocconi, tagliate grossolanamente gli agretti.

4 In una ciotola riunite tutti gli ingredienti, mescolate delicatamente per non ridurre il pesce in briciole, condite con olio sale e pepe.

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DOLCI

Budino di riso e petali di rosa

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Ebbene si quest’anno ho ceduto anche io a San Valentino, complice uno stampo regalatomi a forma di cuore non mi son potuto esimere dal proporvi una ricetta cuoriciosa, del resto se ho lo stampo non lo uso per questa ricorrenza?

Chiamarla ricetta fa sorridere perchè è una preparazione talmente semplice e intuitiva che non sarebbe quasi da scrivere, per quanto se penso a persone accanto a me riuscirebbero a combinare qualche disastro comunque…

La mia è una versione molto semplice, inutile dire che potete aromatizzarlo con la vaniglia, il cocco, qualche succo, aggiungere spezie, frutta secca, frutta fresca, irrorarlo di salsa di frutti di bosco, fragole, cioccolato, sciroppo d’acero, io ho preferito lasciarlo così e usare solo i petali di rosa che specifico si mangiano.

Direi che questa è la dose perfetta per chi non vuole esagerare ma non vuole neanche rinunciare al dolce, per i golosi che a fine pasto non riescono a fare a meno di saccarosio ma anche per chi non dico sia a dieta ma cerca di eliminare dolci troppo calorici e ricchi.

Ho dormito ma ho comunque un gran sonno, sono giorni in cui dormirei sempre, mi preparo una seconda tazza di te e cerco di attivarmi, buona giornata!

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Ingredienti:

per sei budini

200 gr di riso

2 uova

100 gr di zucchero

petali di rosa

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1 Lessate il riso senza mettere il sale.

2 Una volta tiepido o freddo unite lo zucchero e le uova, amalgamate il tutto.

3 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda versate il riso nello stampo, livellate bene la superficie fino al bordo dello stampo, infornate per 25 minuti, sfornate lasciate raffreddare.

4 Sfornate uno alla volta e decorate nei piatti con i petali di rosa.

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Primi

Grano con pomodori secchi olive e acciughe

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Settembre, un mese che mi piace, un mese ancora estate ma anche un po’ autunno. Un mese di transizione, in cui si passa dai sandali al maglione, dall’anguria a un risotto, dalle cene all’aperto a una coperta per dormire.

Un mese dedicato ai fichi, le prugne, l’uva, i funghi, ai colori della natura che cominciano a mutare, al sole che cala prima ma ancora scalda, un mese in cui “vediamoci dopo le vacanze”, il mese dei buoni propositi per il nuovo anno che inizia.

Un mese che regala ancora giornate estive ma apre le porte all’autunno, da vivere serenamente, mentre troppi si stanno già lamentando dell’estate finita, della luce da accendere presto, del cambio di stagione.

Sarà che le stagioni mi piacciono tutte, quando si conclude una e inizia l’altra son contenta, per me è giunto il momento di cominciare a mettere le ballerine invece dei sandali, di portarmi un golfino che non si sa mai, comincio a sciogliere i capelli che in estate vivono perennemente raccolti per il caldo.

Questa è l’ultima ricetta che pubblico in montagna, oggi si torna a casa dopo quasi due mesi, un piatto estivo, freddo, rapido in pieno stile vacanziero, diciamo un piatto di transizione fra due stagioni. Buona settimana.

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Ingredienti:

per due persone

170 gr di grano saraceno

150 gr di pomodori secchi

100 gr di olive

1 spicchio di aglio

qualche foglia di menta

30 gr di mandorle

olio q.b.

4-5 filetti di acciuga

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1 Cuocete il grano come da istruzioni (il mio dieci minuti da quando bolle), lasciate raffreddare.

2 In un mixer mettete i pomodori secchi, le olive, l’aglio, la menta (lavata), le mandorle, frullate aggiungendo l’olio a filo fino a quando non sarà della consistenza che preferite.

3 Condite il grano con la crema di pomodori secchi e olive, unite i filetti di acciuga tagliati a pezzetti, regolate di sale, servite.

Le varianti sono infinite, io ho usato alcuni ingredienti che dovevo finire (menta, mandorle, aglio), potete utilizzare altra frutta secca, incorporare direttamente le acciughe, optare per il tonno o lo sgombro, usare altre erbe aromatiche, aggiungere, verdura, uova, legumi, formaggio.

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Primi

Fregola con cozze zucchine e fiori di zucca

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Se dico fregola dico Sardegna!

Se dico Sardegna penso subito al mare, bello, pulito, con l’acqua cristallina, di mille sfumature nettamente distinguibili, penso alle spiagge bianche o di sassi, selvagge, irregolari, con piccole dune, pezzi di tronchi, piccole pinete.

Penso alla natura, verde, tantissimo verde, perdersi per le colline e vedere molte varietà di piante, fiori, tratti di montagna alternarsi a colline, spesso vista mare; penso a una parlata pazzesca incomprensibile, puoi anche sforzarti ma non capisci comunque nulla, le parole son completamente diverse non hanno assonanze, non vengono cambiate solo alcune lettere.

Se dico Sardegna penso al pesce fresco, buonissimo, realmente fresco, a costi ridicoli se paragonati a Milano, tutti i giorni diverso, grigliate con crostacei, branzini, gamberoni, pasta con le cozze, fritti misti commoventi di calamari, totani,  lo scorfano, l’astice, quel profumo di mare che a tanti non piace.

Penso alle cene che finivano sempre con il mirto, solitamente in giardino, in veranda, su qualche panchina o bar del paese, comunque sempre all’aperto, con quella leggera brezza di fine luglio, piacevole rispetto al sole caldo e intenso della giornata.

Penso ai paesini, scendi dalla macchina e sembrano quasi abbandonati, niente umani in vista ma ci sono e quando ti sentono arrivare piano piano sbucano dalle case, giardini, negozi (spesso pochi), ricordo supermercatini minuscoli con l’essenziale ma sempre con una buona scorta di prodotti sardi, dai dolci alla pasta, fregola e malloreddus in primis, i vini, i formaggi, salumi.

Se dico Sardegna penso a quando e se mai ci tornerò, lo spero.

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Ingredienti:

per due tre persone

150 gr di fregola

2 zucchine medie

una decina di fiori di zucca

100 gr di cozze

mezzo litro di brodo di pesce

1 spicchio di aglio

due cucchiai di olio

peperoncino

sale

 

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1 Preparate il brodo di pesce con vari pesci a piacere, lasciatelo insaporire per un’oretta, tenetelo in caldo.

2 Lavate e spuntate le zucchine, tagliatele a pezzetti, lavate e pulite i fiori, togliete il pistillo.

3 In un’ampia  padella versate l’olio, dopo qualche istante lo spicchio d’aglio e il peperoncino, dopo un minuto aggiungete le verdure, fate cuocere quattro cinque minuti mescolando di tanto in tanto.

4 Unite le cozze già pulite e la fregola, coprite con il brodo, man mano che cuoce sarà necessario aggiungere del brodo, proseguite la cottura per circa 25 minuti, regolate di sale.

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Potete servirla calda o tiepida tipo pasta asciutta oppure se la volete brodosa farla cuocere in una maggiore quantità di brodo.

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verdure

Zucchine con cous cous fave e feta

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Un piatto che profuma di primavera/estate. Il cous cous lo associo sempre all’estate perchè ne trangugio parecchio in veste di insalata con verdure, uova, pesce e altro, lo preferisco spesso freddo invece che caldo, le zucchine cominciano a comparire sui banchi dei mercati, quelle tonde mi son sempre piaciute per la loro forma accogliente.

La feta mi ricorda subito la Grecia, il mare, le isole, le giornate al sole dove ti allontani un attimo dalla spiaggia per gustare un’insalata greca ricca di feta, pomodori, cetrioli, cipolle e altro, le fave è il loro momento con i piselli, le taccole, gli asparagi, gli agretti.

Diciamo un piatto che nel mio immaginario omaggia la primavera traghettandola verso l’estate, peraltro in alcuni momenti della giornata quando il sole è alto e caldo pare già estate, 26/28 gradi, son già apparsi i primi sandali, vestitini, cappellini per il sole.

Un piatto di contrasti, il cous cous un sapore abbastanza neutro unito alla fave con quel leggero retrogusto potrei amarognolo ma non è del tutto corretto, la zucchina dolciastra e le feta molto saporita, mi piace pensare a un piatto dove si sposino i sapori cercando di armonizzarli, il cous cous si presta alla grande come tutti i cereali, dal farro all’orzo e tutti gli altri e anche le verdure.

A breve comincia la stagione dei peperoni e delle melanzane che insieme ai pomodori son le verdure per eccellenza da farcire, in estate possiamo divertirci a trovare abbinamenti con praticamente tutto, pesce, carne, formaggio, legumi, uova, pomodori secchi, frutta secca, possiamo creare salsine, pesti, giocare con l’avocado, lo yogurt, le erbe aromatiche.

Un bel gioco che mi piace in cucina e meno nella realtà non essendo propriamente un’amante dell’estate, mi piace ma se sono in vacanza, in città trovo che sia un supplizio, non dormire la notte, la guerra con le zanzare, la vita terribile sui mezzi pubblici e potrei continuare a  lungo.

Buon week end e buon 25 aprile!

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Ingredienti:

per tre zucchine

3 zucchine tonde

100 gr di cous cous

50 gr di fave

30-40 gr di feta

olio

sale

pepe

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1 Mettete a lessare le fave fresche o surgelate, ci vorrà almeno una mezzora, meno in pentola pressione, una quarantina di minuti in casseruola.

2 Cuocete il cous cous come da istruzioni sulla confezione, lasciatelo intiepidire in una ciotola.

3 Svuotate le zucchine, dopo averle lavate tagliate la calotta superiore, con uno scavino togliete l’interno.

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4 Unite al cous cous le fave, e la feta sbriciolata, regolate di sale (poco o nulla essendoci la feta) e pepe, irrorate con un filo d’olio.

5 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda, riempite le zucchine, disponetele in una pirofila con un filo d’olio, cuocete per circa 40 minuti, provate con una forchetta a sentire se la zucchina è cotta. Sfornate e servite calde o tiepide.

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Primi

Cous cous ceci e pesto di rosmarino

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La parola cous cous subito la collego alla parola Africa, di pesce, di carne o verdure.

Eppure in Africa non ne ho visto l’ombra, probabilmente è un pensiero che viaggia nella mia mente da sempre, da quando a vent’anni andavi a mangiare nel ristorante africano e il cous cous non mancava mai, da allora mi è rimasta quell’idea.

Son stata in Senegal, Mauritania, Gambia, Algeria e Marocco e il cous cous non c’era mai, ne’ quando andavi al ristorante e ti offrivano il menu, neppure quando mangiavi nei villaggi un po’ alla buona in qualche mercato o baracchino con cibo da strada.

Forse è stato un caso, son stata sfortunata o son capitata in zone dove non è uso mangiarlo spesso, non lo so, fatto sta che in Africa non l’ho mai mangiato, qui a Milano l’ho gustato preparato da donne marocchine a casa loro.

Ho mangiato sempre il pollo, cucinato in svariati modi, la platessa che in Senegal è il pesce clou, hanno milioni di orate ma le esportano, verdure preparate in vari modi, zuppe, il pane buonissimo cotto in un modo particolare, riso, agnello ma niente cous cous.

Mi piace molto come apprezzo molto tutti gli alimenti/piatti versatili, il cous cous è buono con pesce, carne, verdure, come insalata con legumi, formaggio, con le uova, anche in versione dolce, essendo un sapore abbastanza neutro lo si può condire con salse, erbe, spezie. Piatto povero, economico, se poi non lo preparate secondo le usanze, facendolo sgranare, passandolo al setaccio ma usate quello che si cuoce in cinque minuti è anche un grande alleato per chi non ha tempo.

Il mio preferito rimane freddo in insalata con ceci, uova soda, pomodori, magari un po’ pesto.

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Ingredienti:

per due tortini

200 gr di cous cous

100 gr di ceci

per il pesto di rosmarino

3 cucchiai di rosmarino fresco

1 scalogno

30 gr di nocciole

3 pomodori secchi

olio q.b.

sale

 

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1 Preparate il pesto tritando molto finemente il rosmarino, mettetelo nel mixer o mini pimer con lo scalogno affettato grossolanamente, i pomodori secchi, le nocciole e l’olio, aggiungete olio fino a quando non troverete la consistenza che preferite, regolate di sale.

2 Preparate il cous cous come da istruzioni sulla confezione, lasciatelo raffreddare poi prendete i piatti su cui volete portarlo in tavola, posizionate al centro un coppapasta, con una mano tenete fermo il coppapasta con l’altra riempitelo di cous cous fino all’orlo, livellate la superficie, riponete in frigorifero.

3 Cuocete i ceci prima ammollati o usate quelli in scatola lavati. Estraete il piatto dal frigo, delicatamente togliete il coppapasta, aggiungete i ceci e il pesto.

NOTE, le dosi del pesto e dei ceci sono indicative, mettetene a piacere, il pesto potete modificarlo a piacimento togliendo o aggiungendo quantità di ingredienti, l’ho aggiunto con la tasca da pasticcere perchè mi piaceva creare dei ciuffi, potete unirlo con il cucchiaio o se liquido sopra e sui lati tipo salsa.

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CONSIGLIA Torta di mais