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Cheesecake al cioccolato e caffè

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Recentemente sono stata  a Ferrara per un blog tour, abbiamo conosciuto una macelleria, una torrefazione e una cioccolateria. Tre realtà artigianali ricche di storia, cultura, tradizione, anneddoti interessanti e particolari.

L’aspetto che mi ha maggiormente colpito è la passione e soprattutto la grande etica, coerenza, voglia di lavorare bene, nel pieno rispetto dei prodotti, dell’ambiente, con il desiderio di fare bene più che fare “tanto”.

Si respira, si percepisce, si intuisce subito quando la passione è il motore di un lavoro, quando si ama ciò che si fa e lo si fa cercando qualità, studiando, prendendo decisioni magari controcorrente, magari meno redditizie ma che ti fanno sentire orgoglioso del proprio lavoro.

Questo è quanto percepito ascoltando Alberto della Torrefazione Penazzi, un grande oratore, appassionato, affabile, un padrone di casa accogliente, una storia ricca di intrecci, coincidenze, apparenti casualità, la sua casa è spettacolare, un luogo ricche di oggetti particolari, foto, vecchie targhe, mobili vintage, sacchi di caffè, davvero bella.

Lui un artigiano del caffè, ha realizzato un sogno nel 2004 aprendo la sua torrefazione, una passione nel parlare del caffè in termini di amore, passione, ricordi, profumi, sensazioni, una scelta precisa quella di coccolare i clienti con un prodotto trattato con cura, attenzione, rispetto per i clienti.

La macelleria Rizzieri dove abbiamo mangiato, la tartare migliore della mia vita, un pollo che sa di pollo, nulla a che vedere con quello del supermercato, un sapore che non è neppure paragonabile; una grande cura e attenzione a tutti i passaggi, a cominciare dalle stalle dove gli animali vengono gestiti con cura e rispetto.

Insaccati, carne e preparati prodotti in modo naturale senza OGM, ormoni, farmaci, niente glutine e conservanti, una scelta precisa, animali  e carni allevati e macellate in Italia da aziende agricole scelte con cura, gli animali si nutrono di cereali, foraggio, niente schifezze, sostanze chimiche, non è da tutti in un mondo dove la grande distribuzione la fa da padrone, dove rispetto alla carne trionfano gli allevamenti intensivi.

La cioccolateria Ruket, intanto il nome che mi è subito piaciuto moltissimo, il rocchetto, il ruket in dialetto, perchè le confezioni all’inizio venivano cucite a mano, appunto con il rocchetto.

La cosa che più mi colpisce è che le fave di cacao vengono selezionate una a una, enormi sacchi spulciati passo dopo passo con attenzione e cura, una grande attenzione alle materie prime e tanta tanta attenzione a ogni singolo passaggio, un piccolo laboratorio che subito entrando ti conquista per l’aroma inconfondibile del cioccolato, di cui io notoriamente sono grande appassionata.

Una giornata ricca, bella, amo molto queste storie belle, vere, che profumano di genuinità, di passione, di accoglienza e voglia di raccontarsi, di far toccare con mano, amo la passione che questi prodotti ottimi esprimono.

E soprattutto amo la sostanza, il prodotto bello buono che si assaggia, si gusta con curiosità, soddisfazione, piacere, prodotti unici perchè altri uguali non ne trovi.

 

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Ingredienti:

150 gr di biscotti al cioccolato (tipo frollini, ai cereali ecc…)

60 gr di burro

500 gr di ricotta (la mia di malga freschissima)

200 gr di formaggio cremoso

3 uova

180 gr di zucchero

120 gr di cioccolato

1 tazzina di caffè

 

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1 Sciogliete il burro in un pentolino o nel microonde

2 Tritate i biscotti riducendoli in briciole, unitevi il burro (non bollente), amalgamate.

3 Imburrate una tortiera con cerniera, disponete la base di biscotti livellando la superficie con un cucchiaio, riponete in frigorifero.

4 Accendete il forno a 190 gradi, nel mixer o in una ciotola lavorate la ricotta, le uova, il formaggio e lo zucchero.

5 Aggiungete il cioccolato precedentemente fuso e il caffè, mescolate.

6 Riprendete la base dal frigorifero e versatevi il composto, infornate per circa 45 minuti, la parte al centro è normale che rimanga un po’ “molle”, non deve scurirsi troppo.

NOTE queste quantità sono per una tortiera di diametro 22-24, io ne ho usate due piccole.

 

 

Il cioccolato utilizzato è della cioccolateria Ruket e il caffè della Torrefazione Caffè Penazzi.

La macelleria si chiama Rizzieri, le trovate tutte anche sui social network!

 

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carne

Polpette di pollo allo chardonnay

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Buona settimana, la ricetta non è mia ma della rivista Sale & Pepe, da lì ho preso l’ispirazione cambiando alcuni passaggi e ingredienti che non avevo o non volevo usare (nell’originale, per esempio, c’era la pancetta).

Avevo voglia di sperimentare una ricetta nuova  e usare lo Chardonnay che mai avevo utilizzato per cucinare, amo molto gli abbinamenti con i vini, la birra, i liquori, gli amari, regalano sempre nuovi sapori e abbinamenti interessanti. Provatele, ve le consiglio.

Non parlo più della neve, mi porto sfortuna da sola, nevica ovunque (o ha nevicato) tranne che a Milano, quando ero in montagna, nulla, ora taccio e penso che abbiamo già superato la metà del mese di gennaio; sembra ieri che facevamo l’albero di Natale, pensavamo ai regali ecc…e invece è passato quasi un mese.

Una banalità ma lo scorrere del tempo fa sempre pensare ed è un pungolo per non dormire sugli allori, tradotto ci sono milioni di cose da fare. Mi metto al lavoro, buon martedì.

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Ingredienti:

500 gr di macinato di pollo (se non lo trovate prendete il petto e tritatelo)

2 fette di pane a cassetta

1 uovo

30 gr di parmigiano grattugiato

erba cipollina qualche stelo

farina q.b.

150 ml di Chardonnay

140 gr di panna acida (se non la trovate strizzate qualche goccia di limone nella panna fresca, mescolate)

1 cucchiaio di mascarpone

mezzo porro

brodo di pollo q.b.

olio evo

sale e pepe

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1 Mettete nel mixer la carne, il pane, il parmigiano e l’uovo, fate andare fino a quando avrete ottenuto un composto omogeneo. Se occorre (a me no) unite del pangrattato per amalgamare.

2 Trasferite la carne in una ciotola unite l’erba cipollina tagliate fine, sale e pepe, mescolate.

3 Formate le polpette e passatele nella farina.

4 Prendete una padella, versate due tre cucchiai di olio, dopo qualche istante unite il porro tagliato a rondelle fini, fate cuocere un paio di minuti, unite le polpette, lasciate rosolare qualche minuto poi sfumate con il vino, lasciatelo evaporare.

5 Unite il mascarpone e la panna acida, mescolate delicatamente, regolate di sale, fate cuocere a fiamma dolce per circa 15 minuti (se le polpette son piccole anche meno) unendo poco alla volta il brodo, valutate voi la quantità di brodo da aggiungere, ovviamente non devono galleggiare ma non si devono neanche attaccare. Spegnete e servite decorando con l’erba cipollina e una spolverata di pepe.

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Primi

Risotto alle nocciole melograno e prosecco

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Il Piemonte è una regione che amo molto, c’è tutto, cultura, città splendide, cibo eccezionale, vini è superfluo dirlo, montagne da urlo, cosa vogliamo dire di Langhe, Monferrato e Roero? Mica per nulla patrimonio dell’Unesco.

Solo pensando al cibo potremmo scrivere un capitolo lungo, intenso, corposo, pensiamo alle nocciole, a piatti come la bagna cauda, il cioccolato, gli agnolotti di plin, i brasati, il fritto misto alla piemontese, la toma, e i vini? Barolo, Bonarda, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, ecc…

Vi propongo una risotto, cremoso come piace a me, con un Prosecco piemontese che regala un sapore particolare, con le nocciole che amo e il melograno che dona freschezza ma anche un punta di acidità.

Inutile dire che potrebbe essere anche un ottimo primo piatto per le vostre tavole natalizie!

Buon week end.

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Ingredienti:

180 gr di riso Carnaroli

brodo di carne o vegetale

2 cucchiaio di burro

50 gr di nocciole spellate

1 cucchiaio di melograno

mezzo bicchiere di prosecco

sale

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1 Scaldate il brodo, come preferite di carne o vegetale.

2 In una casseruola mettete il burro, una volta fuso e quando comincia a sfrigolare aggiungete il riso, tostatelo per un paio di minuti. Unite il bicchiere di prosecco, lasciate sfumare. Regolate di sale.

3 Aggiungete un mestolo abbondante di riso mescolate con un cucchiaio di legno, deve esserci sempre brodo fino al termine di cottura pertanto mescolate di tanto in tanto e controllate che non si asciughi/attacchi, dovrà cuocere circa 18 minuti.

4 Una volta cotto lasciate mantecare con una noce di burro aggiungendo trequarti delle nocciole tritate grossolanamente.

5 Servite e decorate con le restanti nocciole e i chicchi di melograno.

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DOLCI

Gelato all’uva fragola e moscato

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Il caldo non accenna a diminuire, purtroppo aggiungo, dovrebbero esserci temperature gradevoli, un po’ caldo di giorno e la sera freschino, a Milano non è così, è caldo come se fossimo in pieno luglio e per me che ho trascorso due mesi in montagna e vivo in un forno è dura!

Ero pronta a tornare in città e mettere via la gelatiera, invece la sta utilizzando a pieno regime, eccovi quindi un bel gelato di stagione, all’uva fragola che semini a parte trovo sia buonissima, bella dolce, di un colore splendido.

Mi ero immaginata come volevo che fossero farciti quei conetti (comprati), vedevo già le foto e sul più bello quando sto per fare le foto, manca il dosatore del gelato, l’attrezzo per fare la pallina per intenderci.

L’ho dimenticato in montagna! Amen, ho utilizzato un cucchiaino qualsiasi ( e si vede).

Ho in mente un altro gelato di stagione ma non so se questa settimana riesco a prepararlo, fotografare, vedremo.

Felice settimana!

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Ingredienti:

350 gr di uva fragola

300 ml di panna

130 gr di zucchero

3 cucchiai di moscato

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1 Lavate l’uva fragola, asciugatela e mettete tutti i chicchi nel mixer, frullate, con un colino filtrate il succo per eliminare semi e buccia.

2 In una ciotola mescolate la panna, lo zucchero, il moscato, unite il succo di uva.

3 Mettete il composto nella gelatiera,  fate andare per circa 45 minuti. Trasferite in surgelatore.

 

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DOLCI

Torta ciocco caffè

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Spesso quando sono in giro capita che acquisti prodotti per curiosità, magari non ho minimamente idea di come utilizzarli, o che sapore abbiano, con quali ingredienti abbinarli, mi attira un colore, una consistenza, un profumo, spesso prendo  e poi mi dico che troverò il modo di utilizzare quell’ingrediente.

E’ il caso delle pepite al caffè che vedete sopra e attorno alla torta, come molti di voi sanno detesto il caffè, ho assaggiato mezzo cucchiaino di impasto e la glassa ma l’intera torta sfornata e decorata no, era destinata ad altri desiderosi di caffè, le pepite appena le ho viste da Tiger mi hanno attratta ed eccole qua.

La torta è molto profumata, mentre cuoceva in forno un aroma intenso di cioccolato ha avvolto l’intera casa, la voglia di affondare i denti nell’impasto morbido e soffice c’era ma sapevo che un intenso sapore di caffè non me l’avrebbe fatta apprezzare, son certa che se amate il caffè vi conquisterà all’istante.

La torta la trovate sul libro California Bakery, ho apportato qualche piccola modifica non avendo tutti gli ingredienti, mi riprometto di rifarla senza caffè, magari con lo sciroppo di amarene.

Ah ovviamente quando è giunto il momento delle foto, diluvio universale, tenebre, grigio, fulmini, saette.

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Ingredienti:

200 gr di burro morbido

300 gr di zucchero

3 uova

80 gr di cacao amaro

120 gr di farina 00

una bustina di lievito

un pizzico di sale

50 ml di caffè

125 di yogurt greco

200 gr di cioccolato fondente 70%

50 gr di zucchero a velo

4 cucchiai di acqua fredda

pepite di caffè

 

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1 Lavorate il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e omogeneo.

2 Unite le uova una alla volta.

3 Setacciate gli ingredienti secchi, la farina, il cacao, il lievito e il sale.

4  Preparate il caffè (circa una tazzina).

5 Unite poco alla volta gli ingredienti secchi e metà yogurt greco, amalgamate.

6 Unite il restante degli ingredienti (farina e yogurt) e il caffè, amalgamate mescolando bene.

7 Infornate in forno già caldo a 170 gradi per 30 minuti, abbassate a 160 gradi e cuocete per altri 25 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.

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8 Preparate la glassa sciogliendo il cioccolato a bagnomaria, togliete dal fuoco, unite poco alla volta lo zucchero e l’acqua, valutate la consistenza che volete dare alla glassa, la mia è il giusto mix fra densa e liquida.

9 Decorate la torta spalmando la glassa con una spatola, aggiungete le pepite come preferite.

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DOLCI

Crostata alle mandorle

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Una torta ricca, di uova  e mandorle, ho una grande quantità di uova da  smaltire, ho cominciato con questa torta che fra frolla e ripieno ne contiene dieci, tranquilli, sono tante ma la torta è bella grande, perfetta per 12-14 persone, inoltre dura diversi giorni, anche quattro o cinque, non ingerirete troppe uova alla volta.

Diciamo che è preferibile prepararla in occasione di feste, colazioni con amici e parenti, da portare a un pic nic, per due persone è davvero grande e mangiarla per giorni dopo un po’ stanca, valutate voi, unica raccomandazione usate uno stampo grande, la prima volta che la feci anni fa scelsi una pirofila normale e strabordò il ripieno, direi uno stampo 24 cm di diametro.

Se preferite potete prepararla anche tutta nocciole o noci o un mix di frutta secca con quantità variabili, sempre attorno ai 400 grammi.

Devo fare tremila cose quindi scappo, vi auguro una felice giornata.

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Ingredienti:

350 gr di pasta frolla (impastate insieme 440 di farina 00, 1 uovo, 1 tuorlo, 250 gr di burro, 200 gr di zucchero)

8 uova

100 gr di zucchero

200 gr di farina di mandorle

150 gr di mandorle tritate grossolanamente

5 cucchiai di sherry ( o altro liquido anche succo, o liquore)

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1 Stendete la frolla in uno stampo a cerniera ben imburrato, forate il fondo con i rebbi di una forchetta, mettete a riposare in frigorifero.

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2 Separate i tuorli dagli albumi.

3 Lavorate i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso  e chiaro, unite la farina di mandorle, le mandorle tritate e lo sherry, amalgamate.

4 Accendete il forno a 180 gradi, mentre si scalda montate a neve gli albumi.

5 Unite delicatamente gli albumi al composto, aiutatevi con una spatola unendoli dal basso verso l’alto, versate il composto nella tortiera con la frolla, infornate per 40 minuti circa, infiliate uno stecchino per veriificare la cottura.

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DOLCI

Guinness cupcake

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Rieccoci per l’appuntamento mensile con lo scambio di ricette fra blogger, questi cupcake sono di Claudia del blog La mora romagnola, avevo già postato una sua ricetta che ebbe molto successo sia sul blog e sui social ma soprattutto fra coloro che l’hanno assaggiata, la torta Grenoble.

Ho curiosato a lungo fra le sue proposte indecisa su quale scegliere, ne ho altre due o tre che prima o poi proverò, vi consiglio di passare a trovarla, troverete ricette per tutti i gusti, dal cappuccino ai semi di Chia alle carote glassate, le polpette di granchio o da brava romagnola i passatelli, inoltre ci sono anche recensioni di ristoranti, sempre interessanti e per chi vuole ripassare o tenersi in allenamento, le ricette sono anche in inglese.

Avevo già sperimentato un cake con la Guinness e non mi aveva del tutto convinta, troppo amarognolo, con quel retrogusto tipico di questa birra che ammetto non è fra le mie preferite, in questi cupcake il sapore è diverso, probabilmente per la presenza del cioccolato e del formaggio, nell’insieme buono, piacevole.

Li ho portati domenica sera a cena da mia sorella, dopo la pizza cupcake per tutti ma un paio li ho tenuti a casa, mi accingo ora a bere una seconda tazza di te e gustarmi l’ultimo, buona settimana, dai che siamo già a martedì.

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La ricetta è di Claudia, identica.

Ingredienti:

65 gr di burro morbido

140 gr di zucchero di canna

1 uovo

100 gr di farina 00

mezzo cucchiaino di bicarbonato

1 cucchiaino raso di lievito

50 gr di gocce di cioccolato fondente

1 cucchiaio di cacao amaro

70 ml di Guinness

350 gr di formaggio spalmabile

150 gr di zucchero a velo

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1 Lavorate il burro con lo zucchero, una volta ben amalgamati aggiungente l’uovo, mescolate.

2 Setacciate la farina con il lievito, il bicarbonato e il cacao, uniteli al composto mescolate.

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3 Unite le gocce di cioccolato e la birra, mescolate brevemente.

4 Accendente il forno a 190 gradi, riempite i vostri stampi da muffin poco più della meta’, infornate per 15-20 minuti.

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5 Amalgamate il formaggio morbido con lo zucchero, con una tasca da pasticcere coprite i cupcake come preferite.

NOTE: a me son venuti 9 cupcake, a Claudia 12, il suo stampo è un po’ più grande, lei ha appena ricoperto i cupcake con il formaggio, io li ho farciti di più quindi le dosi del formaggio/zucchero son maggiori, regolatevi in base a come volete coprirli.

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Lievitati

Pane integrale alla birra

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Il pane mi piace ma non lo mangio, se non con i salumi o per pulire il piatto (raramente) o se è molto molto buono e particolare ma non lo compro ne’ lo preparo con assiduità, una decina di volte all’anno al massimo, mi capiterà di mangiarlo tre/quattro volte al mese.

Non è una scelta particolare, non mi fa male ne’altro, semplicemente non sono abituata a mangiarlo pur piacendomi. I più attenti infatti avranno notato che non pubblico spesso ricette di pane e affini, oggi è uno di quei giorni rari.

Niente lievito madre appunto perchè si sentirebbe frustrato a non essere mai utilizzato, anche focacce, pizze e company non li preparo spesso, uso il lievito di birra fresco rapido e pratico da usare, la soluzione per tutti. Questo pane lo può preparare davvero chiunque, non c’è nulla di complicato da fare se non impastare.

Era da tempo che volevo provare il pane integrale tutto integrale, inteso senza miscelare due farine ma usando solo l’integrale, l’aggiunta della birra è stata un’idea dell’ultimo momento, ne ho alcune artigianali della Valle Camonica che mi piacciono e volevo sperimentare un sapore nuovo.

Magnifico il profumo mentre si cuoceva, la casa pervasa da un profumino che sa di buono, casereccio, confortevole, non lo mangio spesso ma riconosco la bellezza del pane appena sfornato, un gesto antico, colmo di significati, un alimento principe nella nostra cultura gastronomica.

Buon week end!

 

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Ingredienti

500 gr di farina integrale Molino Chiavazza

10 gr di lievito di birra bio

150 ml di acqua tiepida

100 ml di birra Furba (Birrificio WB Valle Camonica)

2 cucchiaini rasi di sale

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1 Intiepidite l’acqua, nel mentre su una spianatoia formate una fontana con la farina.

2 Aggiungete al centro della fontana il lievito sbriciolato, sui bordi il sale.

3 Cominciate ad aggiungere acqua e fate sciogliere il lievito.

4 Poco alla volta versando la birra aggiungete la farina impastando, dovrete continuando a impastare amalgamarla tutta.

5 Quando avrete ottenuto un panetto lavoratelo fino a farlo diventare liscio e omogeneo, circa dieci minuti. Fate lievitare due ore lontano da correnti d’aria in un luogo asciutto.

6 Disponete il pane in uno stampo da plumcake, se di alluminio ungetelo d’olio, fate lievitare ancora trenta minuti.

7 Accendete il forno a 190 gradi, cuocete per 40/45 minuti. Sfornate.

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Bevande

Caffè al caramello e cioccolato con panna montata

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Per la serie facciamoci del male in termini di calorie. Le vostre però io odio il caffè.

Il mio rapporto con il caffè è sempre stato conflittuale, la prima volta fu a otto anni, un assaggio che mi diede mia zia, lo sputai disgustata.

La seconda volta per sbaglio, ero al bar con un amico io chiesi un te freddo lui un caffè, in tv stavamo trasmettendo qualcosa che rapì la nostra attenzione, il cameriere invertì i bicchieri, noi concentrati sulla notizia prendemmo in mano la tazzina/bicchiere senza guardare, mi ritrovai in bocca quel sapore osceno e amarognolo.

E’ stato l’ultimo e unico caffè della mia vita, detesto l’odore, quel sapore che ha nel tiramisu che ovviamente ho mangiato mille volte perchè a casa d’altri sia mai che son scortese e faccio storie sul dolce, non parliamo poi delle tazzine lasciate sul tavolo, tutta la stanza impregnata.

Ho preparato questa tazzona golosa per amici tempo fa, avevo del caramello e per cambiare un po’ in un pomeriggio freddo invernale abbiamo aggiunto cioccolato, panna e appunto il caramello, dalle loro facce dire sublime.

Buon week end.

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Ingredienti:

per due tazze grandi

250 ml di latte fresco intero

200 ml di panna da montare

50 gr di cioccolato al latte (buona qualità)

caramello liquido a piacere

1 caffè forte

 

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1 Preparate il caffè forte.

2 Mettere a scaldare il latte e con trequarti della panna, scaldatelo lentamente poi aggiungete il cioccolato (se utilizzate quadretti grandi spezzettatelo prima), mescolate finchè il  cioccolato sarà fuso, unite il caramello e il caffè, mescolate.

3 Montate la panna (io senza zucchero se no mettete qualche cucchiaino), aggiungetela alle singole tazze.

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DOLCI

Cioccolata calda speziata

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Ultimo post del 2015, un anno ricco intenso faticoso.

Un anno con tanta montagna, con un dicembre senza neve, con tanti post sul blog, il passaggio da blogger a wordpress, la nascita di Ifood, il licenziamento, parecchi mesi di vacanza dopo anni senza ferie.

Un anno con la gastrite per  la prima volta nella mia vita, per la prima volta a Cremona, le notti in rifugio a oltre 2000 metri in maglioncino, un’amicizia finita e altre nate, pochissimi libri di cucina acquistati.

Un week end a Monaco, il mare visto una volta sola e niente bagno, aver scoperto come si prepara la spugna in cucina (ricetta di Montersino), le giornate lunghe e piene di pensieri, un cambio di vita radicale.

La costruzione di un nuovo lavoro, il cambio di routine, i dubbi, le fatiche, le preoccupazioni, i tentativi, persone che vanno persone che vengono, distanze che sembrano vicine e vicinanze che sono a chilometri e chilometri.

Un anno in cui ho maturato maggiormente la mia avversione per la città, un anno in cui i miei non detti son stati interpretati liberamente ma non è importante, solo fa pensare come ognuno veda le cose a modo proprio, un anno di idee , progetti, nascite, lutti, presenze, assenze.

Felice 2016!

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Ingredienti:

per due tazze

2 cucchiai di cacao amaro

2 cucchiai di zucchero di canna

2 cucchiai di fecola di patate

250 ml di latte

un mix fra cannella cardamomo noce moscata pepe nero (quantità a piacere)

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1 Mettete in un pentolino il cacao, lo zucchero, la fecola e le spezie, mescolate.

2 Aggiungete il latte, mescolate fino a che non otterrete una crema densa. Servite subito.

Ricetta il cui spunto proviene dal blog di Alexandra, la sua è di violette e con zucchero semolato.

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