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Noodles con fiori di zucca e mazzancolle al chili

noodles saltati con mazzancolle e fiori di zucca in salsa chili

Un esperimento, dubito o quanto meno non credo che nei paesi orientali mangino i fiori di zucca ma li avevo, durano poco e con le mazzancolle si sposano alla perfezione. Ho visto i noodles che stazionavano da un po’ in dispensa e adorandoli ho pensato ecco il pranzo.

Sempre in dispensa ho visto la salsa chili thailandese, acquistata diversi mesi fa e mi sono detta proviamo, a me sono piaciuti, la salsa ottima per nulla piccante come credono in tanti.

Sto cercando di godere appieno delle verdure estive che fra poco ci abbandoneranno e io e amo tanto, molto più di quelle invernali, melanzane, peperoni, pomodori, fagiolini, fiori di zucca, cetrioli, il basilico fresco mi mancheranno!

Mi mancheranno ma è vero che l’aria specie mattina e sera ormai è frizzantina, un golfino fa piacere e quindi viene naturale pensare a torte da colazione al cioccolato, le prime zuppe, un bell’arrosto e riporre la gelatiera, desiderare piatti caldi.

Voi come vivete questo periodo di transizione? Buona giornata.

 

noodles thailandesi conditi con mazzancolle fiori di zucca e salsa chili

Ingredienti:

per due persone

180 gr di noodles

una decina di fiori di zucca ( i miei erano grandi)

130 gr di mazzancolle

2 cucchiai di olio

2 cucchiai di salsa chili

sale pepe

1 Pulite le mazzancolle e i fiori di zucca precedentemente lavati.

2 In una padella mettete a scaldare l’olio poi unite i fiori e le mazzancolle, fate saltare per 3-4 minuti poi unite la salsa chili, mescolate, assaggiate e regolatevi secondo il vostro gusto, se metterne di più o cominciare mettendone meno. Cottura in tutto 10-15 minuti al massimo giusto il tempo di far amalgamare la salsa al resto.

3 Nel frattempo mettete a scaldare l’acqua, per i noodles seguite le istruzioni sulla confezione, i miei sono stati in acqua qualche minuto dopo l’ebollizione poi scolati e saltati nel condimento.

4 Regolate di sale e pepe e servite subito caldi.

 

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Quiche con melanzane rosse

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Le ho viste per la prima volta nei banchi del supermercato e non ho saputo resistere, sono molto carine, sembrano quasi piccole zucche e sono anche belle durette al tatto. Mi sono interrogata per un po’ su come prepararle, se ci fosse una cottura ideale, se farcirle svuotandole, alla fine ho improvvisato, come sempre.

Farcirle era la prima ipotesi ma essendo così piccole pensavo ci fosse poco spazio per il ripieno, così le ho solo cotte al vapore una ventina di minuti, ho tagliato la parte superiore e le ho girate, potrebbero sembrare pomodori o anche pesche.

Diciamolo esteticamente non è il massimo questa torta ma l’importante è il sapore e su quello garantisco al cento per cento, per chi ama le torte salate la quiche è un classicone intramontabile.

Se le trovate provatele ma correte che fra poco non ci saranno più!

 

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Ingredienti:

per la pasta brisee

300 gr di farina 00

150 gr di burro

acqua fredda q.b.

4 uova

200 ml di panna fresca

1 mozzarella (circa 100 gr)

50 gr di parmigiano

6 melanzane piccole rosse

sale pepe

 

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1 Preparate la brisee lavorando insieme la farina con il burro, aggiungete un pizzico di sale e poco alla volta dell’acqua fredda, amalgamate, solo se necessario unite altra acqua sempre poca alla volta, lavorate fino a ottenere una pasta compatta e omogenea.

2 Cuocete al vapore le melanzane precedentemente lavate, circa una ventina di minuti, lasciate intiepidire.

3 In una ciotola sbattete le uova con la panna e il parmigiano, regolate di sale e pepe.

4 Tagliate la mozzarella a pezzetti e unitela composto.

5 Accendete il forno a 180 gradi, imburrate uno stampo e stendete direttamente con le mani la pasta, controllate che i bordi siano alti uguali.

6 Togliete la parte superiore delle melanzane e disponetele come volete sulla superficie della pasta a testa in giù, versate il composto liquido e infornate per circa 45 minuti. Servite tiepida e fredda.

 

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DOLCI/ Senza categoria

Cheesecake al limone

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Eccomi nuovamente dopo il ponte, sono rimasta a Milano dopo aver girovagato una decina di giorni per l’Umbria e trascorso la Pasqua in montagna, un po’ di relax a casa.

Oggi è novembre, sta diluviando da ore, in casa è buio e fa anche freddo, amen, meglio non pensarci e riempirci di colore e freschezza con questa cheesecake.

I limoni sono buoni, freschi, molto profumati, non trattati quindi non lucidi, provengono dal giardino della mia nonna a Roma, ne ho presi due bei sacchetti grandi quando ci son stata un paio di settimane fa, li ho distribuiti a mamma e sorella e ora limoncello, lemon curd, marmellata e limoni ovunque.

Una fetta di questa riconcilia con la giornata non proprio esaltante, anche perchè nella testa oggi è lunedì invece -per fortuna- è già mercoledì e a breve c’è un altro ponte, una fetta che proietta verso il mare, l’estate, i colori accesi dei vestiti, della frutta e verdura, dei fiori, delle serate all’aperto, a volte si viaggia anche con un dolce!

Buona mini settimana!

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Ingredienti:

200 gr di biscotti secchi (frollini, digestive, ai cereali ecc…)

80 gr di burro

500 gr di ricotta

200 gr di robiola

3 uova

180 gr di zucchero

il succo di due tre limoni

limoni per decorare

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1 Nel mixer riducete in briciole i biscotti, unite il burro fuso non bollente, otterrete un composto omogeneo, distribuitelo su una teglia a cerniera imburrata livellando la superficie, riponete in frigorifero.

2 Nel mixer o con un cucchiaio in una ciotola lavorate la ricotta  e la robiola, unite poi lo zucchero e le uova, mescolate fino a ottenere una crema omogenea senza grumi.

3 Spremete i limoni facendo attenzione ai semini, unite il succo al composto, mescolate.

4 Accendete il forno a 200 gradi, mentre si scalda tirate fuori la teglia dal frigorifero, versate la crema, infornate per circa 50 minuti, sfornate, lasciate raffreddare poi riponete in frigorifero per almeno 4 ore (se la fate il giorno prima meglio).

5 Decorate la torta con fette di limone o spicchi, servite.

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Senza categoria/ Travel

Lisbona

Lisbona la città delle piastrelle, delle pareti colorate, dei pavimenti particolari, spesso diversi anche a pochi metri di distanza. La città dei sali e scendi, tante salite anche ripide e altrettante discese, la città delle case splendide accanto a quelle abbandonate, fatiscenti, magari in pieno centro.

La città dei pasteis dei dolcetti tipici che costano nulla e son farciti con tanta crema, la città dalle brioches giganti, del Porto, del baccalà preparato in mille salse.

La città del tram numero 28 che si inerpica per stradine strette e ripide, nel mentre pensi -non ce la farà- e ovviamente ci riesce alla perfezione, stracolmo di persone che si sporgono in fuori per fotografare, immortalare ogni angolo di questa splendida città.

Lisbona la città sull’oceano, distese di persone che si rilassano, mangiano, ridono, leggono, corrono lungo il fiume che sfocia nell’oceano, molto affascinante al tramonto, bella anche la zona dove vent’anni fa c’è stato l’Expo, un’area che hanno saputo tenere viva, con negozi, ristoranti, un centro commerciale e la possibilità di camminare lungo l’oceano.

Lisbona la città con la zona di Belem, con il monastero dos Jeronimos che abbiamo visto prima sotto una pioggia torrenziale poi ha smesso ed è uscito il sole, poi ancora pioggia poi sole, una delle nostre giornate è stata interamente funestata da questi sbalzi climatici.

La zona di Belem dove si trova il famoso negozio enorme, con tante sale dove gustare il Pasteis, camminando poco oltre si arriva alla torre dove a causa del forte vento siamo stati investiti da folate di sabbia, pure in bocca. Lì c’è anche una passeggiata lungo il fiume dove ammirare i ponti che collegano varie zone di Lisbona e un piccolo porticciolo.

Spostandosi dall’altra parte della città troviamo la cattedrale, ci si arriva percorrendo una salita nella zona vecchia, zona colma di belvedere, a Lisbona tanti sono i punti panoramici -i miraduro- da cui ammirare la città, l’oceano, i tetti, oltrepassando la cattedrale sempre salendo si arriva al castello visitabile a pagamento, giardino compreso, la zona è piuttosto turistica, lì troverete negozi di souvenir, tazze, piastrelle, riproduzioni del tram e altro.

Non perdetevi in pieno centro la chiesa del Carmo, rovine gotiche scoperchiate, vedrete le strutture archi e colonne ma sopra di voi alzando gli occhi vi sovrasterà il cielo, molto particolare e forse unica nel suo genere, dentro c’è anche un piccolo museo, tutto gratuito.

La bellezza di Lisbona risiede nel girarla a piedi, perdersi nei vicoli, ammirare le case, i panni stesi, la dimensione a tratti da paese, i fiori un po’ ovunque a volte ben curati, altri trascurati; ritrovarsi all’improvviso con panorami mozzafiato da assaporare, in piazze ampie e accoglienti con fontane, panchine, turisti.

Mettetevi comodi al sole lungo il fiume e state lì a osservare l’umanità che passa, famiglie con bambini, amanti della corsa, piccoli artisti che lavorano i sassi, adolescenti  chiassosi, coppiette in cerca di scorci romantici (al tramonto), stormi di gabbiani, la bellezza del fiume al sole, in pieno giorno e al tramonto.

Se non ci siete ancora stati vi consiglio caldamente di organizzarvi e partire, in questa stagione prima del grande caldo, è splendida!

 

 

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Buon Natale

Oggi niente ricette, solo gli auguri ai miei lettori e alle tante amiche blogger che passano a trovarmi, che sono parte integrante di questo blog con le loro parole, chiacchiere, affetto, confidenze.

Mentre tutti sono di corsa per gli ultimi regali, per la cottura del panettone ripassano il menu per assicurarsi di non aver scordato nulla, scrivono e recapitano biglietti, impacchettano regali ecc…io non ho nulla da fare, ho sempre preferito, scelto arrivare a ridosso di Natale senza stress, corse, impegni.

Mi piace vivere la giornata cercando di immergermi nell’atmosfera, godendomi il mio albero, le lucine, regalandomi una colazione lenta magari se c’è oggi pomeriggio un film natalizio, devo preparare un paio di dolci ma niente di complicato e poi quello è pane per i miei denti.

Godetevi il Natale senza stress, senza corse, meglio due portate in meno che arrivare stravolti, meglio un regalo a gennaio pensato con calma che il suicidio nei negozi, alla fine l’importante è stare insieme, non mangiare, non i regali, non fare gli auguri anche persone che non si sentono mai solo per dovere o cortesia.

Vi lascio qualche scatto molto spontaneo, niente di pensato, fotografato ad hoc del mio dicembre/Natale.

Auguri a tutti.

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A Saint Moritz con il Bernina Express

saint moritz, travel

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Si parte da circa 400 metri a Tirano e piano piano si sale, l’altitudine massima raggiunge i 2200 m, il treno si inerpica sui monti, se osservate con attenzione vedrete bene la pendenza di alcuni tratti.

Il percorso è davvero bello e vario, grandi laghi e piccoli laghi di colori completamente diversi, ghiacciai imponenti ahimè un po’ “spelacchiati” ( ero già stata -in macchina- nel 2009, il Bernina aveva molta più neve); infiniti km di piste ciclabili molto frequentate.

saint moritz, travel

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Ovunque guardi si vede un sentiero, una stradina, un cartello che indica le passeggiate possibili, per gli amanti della bicicletta una specie di paradiso, tanta gente ma gli spazi son talmente ampi che difficilmente ci si intralcia.

saint moritz, travel

Saint Moritz a essere onesti è un paesino abbastanza bruttino, la vera perla del luogo è la natura, il lago che circonda il paese, le montagne dove fare escursioni in tutte le stagioni, celebri le piste da sci dove si disputano le gare della coppa del mondo, regina di tanti sport.

Il paesino è piuttosto caro, famoso come meta di vip e persone abbienti, ci sono  grandi alberghi, negozi di marchi importanti, stilisti principalmente, girano Ferrari, Porche, non esiste un vero e proprio centro storico, ci sono alcune vie principali, la chiesa, il municipio, poco altro. Per gli amanti di Segantini, il pittore, c’è il museo.

saint moritz, travel

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A meno che non vogliate praticare qualche sport o attività all’aperto vi consiglio di andarci in giornata.

saint moritz, travel

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Rispetto alle informazioni pratiche, costi, orari, fermate e quant’altro, esistono molteplici siti da consultare, una gita bellissima, è veramente affascinante ammirare le montagne da un treno, osservare la varietà del paesaggio davvero mozzafiato, per me che amo molto la montagna splendido.

saint moritz, travel

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Le foto son fatte tutte dal treno in movimento, dimenticatevi cavalletti, scelta di parametri, esposizione migliore e altro, bisogna scattare rapidamente non senza contorsioni, dovete essere pronti in ogni istante ma non disperate, il percorso è uguale sia all’andata che al ritorno, sedetevi nei due lati opposti di sedili per poter riprendere al meglio tutti gli scenari.

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carne/ Senza categoria

Polpette di porri e maiale

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Eravate già pronti a portare in lavanderia il piumone del letto e il piumino inteso come giacca, pronti ad abbassare il riscaldamento, tenere le finestre aperte per far entrare il primo sole che scalda e illumina dopo tante giornate buie, qualche temeraria era pronta a mettere via le calze e osare una ballerina.

Pronti per il giardinaggio, migliaia di erbe aromatiche sono in attesa di essere piantate per fare il meglio fra qualche settimana e deliziarci tutta estate, nei supermercati i vari kit per il barbecue son stati messi in bella vista, la brace scalpita per iniziare la stagione di salamelle, costine, spiedini.

Inverno! Oggi e ieri inverno pieno, ieri un vento gelato e prepotente, qualche goccia di pioggia, oggi un gelo da piumone, piumino, calzettoni, cappello, anche guanti, si parla di neve, a Milano dubito per quanto ne sarei molto felice.

Perchè dico tutto questo? Perchè queste polpette, perfette sempre, erano un’idea per la Pasquetta, per la classica gita fuori porta, il pic nic all’aperto o una semplice grigliata in giardino o in terrazza!

Il tempo cambierà ancora ma ipotizzare fra circa dieci giorni di mettermi seduta su un prato a mangiar polpette, o in giardino ad attendere la salamella con questo gelo mi terrorizza, mi immagino meglio in casa al calduccio, con un buon piatto caldo, un dolce e una tazza di te, ovviamente anche con le polpette!

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Ingredienti:

350 gr di macinato di maiale

2 porri medi

60 gr di parmigiano grattugiato

100 gr di robiola

pangrattato q.b.

sale

olio evo

 

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1 In una padella con due cucchiai di olio cuocete i porri tagliati a rondelle mediamente sottili, quando saranno morbidi, lasciate intiepidire.

2 In una ciotola versate la carne, il sale, il parmigiano, la robiola e i porri, amalgamate bene poi aggiungete poco pangrattato alla volta, provate a formare una pallina se vi pare troppo molle aggiungetene altro fino a che non troverete la giusta consistenza morbida ma compatta.

3 Accendete il forno a 200 gradi, coprite una teglia con un foglio di carta forno.

4 Passate le polpette nel pangrattato, se preferite nella farina, disponetele sulla teglia, irrorate con un filo d’olio, cuocete per venti minuti circa.

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Buon Natale!

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Eccoci due giorni a Natale, il giorno più atteso dell’anno è alle porte con il pesante bagaglio che si porta dietro: preparazioni di ricchi menu, famiglie che si ritrovano, regalini home made, shopping intenso, biglietti inviati, addobbi, luminarie, alberi di Natale, letterine inviate in Lapponia, calendari dell’avvento e via dicendo.

Ai miei lettori e a tutte le amiche blogger che vengono spesso a trovarmi, a scambiare due chiacchiere su queste pagine, auguro un felice Natale, ricco di quanto desiderate, vi regalo un pezzetto del mio.

Ci son le colazioni di questo mese, i miei alberelli, non tutti ma alcuni, ne ho tanti di legno, di carta, di pan pepato, di ferro battuto ecc…un presepe immortalato in montagna, i barattoli di crema al cioccolato bianco e lavanda che ho preparato per regalo, i calzini di Natale che mi ha regalato un’amica, momenti di quest’ultimo mese a casa mia e non solo.

Non sono belle foto nel senso che non son studiate, pensate ad hoc per il blog ma solo per immortalare il momento.

Amiche cercherò di passare da voi, anzi, ci riuscirò!

Buon Natale!

dolcetti 2

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Cremona e le sue bellezze

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Fino a ieri pensando a  Cremona  mi venivano in mente: il torrone, la mostarda, il Torrazzo, la musica e dopo un po’ Ugo Tognazzi. Mica poco ma Cremona è molto di più.

E’ la città della liuteria, di Stradivari e Monteverdi per citarne qualcuno, del museo del violino; del salame Cremona, prodotto IGP, di formaggi eccellenti; della Sperlari, celebre fabbrica nota per il torrone ma anche per le caramelle, dalle Saila alle Dietorelle, senza dimenticare le Galatine che ho sempre amato e la mostarda.

E’ la città della mitica tigre di Cremona, Mina, cantante celebre, di Antonio Cabrini e Gianluca Vialli, del fiume Po, del Battistero, della fabbrica Negroni, del centro del fumetto Andrea Pazienza.

Una città piacevole, a misura d’uomo, con una piazza accogliente ed ampia che ospita il Duomo, il Battistero e il Palazzo del Comune, e ovviamente il celebre Torrazzo; attorno si diramano piccole stradine, fra cui una dove si trova la sede storica della Sperlari, un negozio d’altri tempi con una vetrina dove vorresti entrare e rimanerci a lungo.

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La fabbrica Sperlari è “qualcosa” di affascinante! Insieme alla colonna portante dell’azienda, un simpatico signore di settantanni in fabbrica da 46 anni, abbiamo perlustrato i luoghi dove il celebre torrone prende vita. Abbiamo osservato una colata imponente di torrone entrare all’interno di un macchinario dove veniva compresso circa all’altezza di un centimetro fra due strisce di ostia; queste strisce proseguono lungo un rettilineo fino a giungere a un punto in cui si diramano due livelli dove il torrone viene tagliato in rettangoli di precise dimensioni.

I rettangoli devono essere tutti rigorosamente identici, dopo essere stati tagliati incontrano due operaie che  li smistano su due ripiani (chiamiamoli così ma dubito sia il termine idoneo) dove vengono incartati con una carta dorata e poi richiusi nelle famose confezioni in cartone che tutti conosciamo. Dopo vengono inseriti in vari scatoloni pronti per il magazzino e l’uscita dalla fabbrica.

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Detta così pare qualcosa di semplice ma dal vivo è affascinante vedere tutti i passaggi della produzione, la precisione con cui ogni step viene seguito da un operaio supportato da macchinari tecnologici,  di massima precisione e rispettosi dell’ambiente. Il magazzino è spettacolare, difficile descriverlo, tutto automatizzato, ci sono carrelli che viaggiano percorrendo scaffali alti fino a 26 m per ritirare il lotto che occorre, parliamo di grandi numeri, impressionanti, una macchina perfetta che compie un lavoro complesso.

Una fabbrica di successo, in primis per il torrone che per me è da sempre associato al Natale, non c’è Natale senza torrone che sia tenero alle mandorle o fondente con le nocciole, ma anche per le caramelle Saila, Dietorelle, le mitiche Galatine, marchi acquisiti nel tempo e non dimentichiamo la celebre mostarda con quel sapore piccantino che si sposa perfettamente con la carne.

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Una bella giornata, l’aspetto che mi ha maggiormente colpita è stato l’entusiasmo e la professionalità di tutte le persone che abbiamo incontrato. In primis il sindaco, abbiamo -io e altre blogger- partecipato alla conferenza stampa per la presentazione della Festa del Torrone che si terrà dal 21/29 novembre, grande grinta coinvolgente nel parlare dell’iniziativa e della sua città, dell’importanza dei legami con Expo; ha sottolineato più volte come il successo della festa è dovuto alla forte partecipazione di tutti, una rete di rapporti fitta e importante.

Davvero coinvolgente, una grinta e entusiasmo che contagiano e che non possono che far bene alla città di Cremona, stesso entusiasmo alla Sperlari, le due persone che ci hanno descritto e illustrato storia e processi produttivi molto professionali, con quel senso di appartenenza evidente e orgoglioso tipico di chi si sente parte e lavora ogni giorno a un progetto in cui crede.

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La chiamano estate!

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la chiamano estate

Oggi niente ricette ma “solo” verde, natura, aria aperta!

Quando leggerete le mie parole sarò in cammino verso un rifugio, dovrei essere già arrivata ma chissà,  sono una di quelle persone che si perde a far foto, guardare fiori, provare funzioni della macchina fotografica o semplicemente mi siedo a guardare il panorama!

Tanti di voi sanno che sto trascorrendo l’estate in montagna, a Ponte di Legno, dove vado in vacanza da sempre, dopo essermi licenziata mesi fa ho deciso di passare luglio e agosto fra i monti per realizzare, o quanto meno tentarci, un progetto di cui parleremo più avanti; inutile dire che sto vivendo questo periodo come un momento di grazia, un vero lusso, un’occasione che probabilmente non mi capiterà  mai più di poter vivere.

Avere a disposizione tanto tempo per me è una sensazione particolare, non mi capitava da tanti ma tanti anni di alzarmi e poter decidere cosa fare, dove andare, se dormire ancora o uscire, leggere o non fare niente, veramente un lusso, ovviamente cerco di sfruttare al meglio le giornate rendendole ricche, dandogli un senso.

Tanti, diciamo pure tutti, pensano che sia tutto rosa e fiori, ti sei licenziata, ti godi tre mesi abbondanti di vacanza, niente sveglie presto, niente caldo cittadino, nessun’incombenza, relazione da consegnare, risposte da dare, non sono neanche a casa mia a Milano (affittata), potrei quasi affermare di non avere nulla a cui pensare.

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Ma non è così, certo sto recuperando tutte le energie, la serenità, il desiderio di investire il mio tempo in “qualcosa” che mi piace, ecc..sensazioni che avevo perso, che per mesi non ricordo neanche dove si siano nascoste, a tratti mi pare di essere rinata, di essermi liberata di un’enorme zavorra, un peso che ormai non creava stress, fatica, svogliatezza, a volte anche rigetto.

Ma c’è un futuro davanti a me da costruire e non è facile, non lo è per nulla, per quanto sia relativamente tranquilla so che il futuro sarà incerto, che forse i semi che sto gettando non daranno frutti, o potrebbero non essere sufficienti per mantenermi, so che potrei ricevere diversi no e ritrovarmi senza niente in mano, trovarmi costretta ad accettare qualsiasi tipo di lavoro e magari non  trovare neanche quello.

Licenziarsi senza un altro lavoro è un azzardo, un rischio, una scelta ponderata, presa con molta testa, seppur lo rifarei inutile dire che il timore del futuro esiste, a tratti il panico vorrebbe prendere il sopravvento e solo la capacità di autocontrollo fa mantenere le acque chete, diciamo che è un gioco di equilibri per nulla ovvi, scontati!

Senza contare che non sono più una ragazzina, i vent’anni son passati da tempo, a dirla tutta oggi son 37 (si è il mio compleanno!!!!), un punto di forza e un punto a sfavore! Vedremo cosa mi riserverà il futuro!

Vi regalo bellezza virtuale mentre io mi assaporo bellezza reale in un rifugio a oltre 2000 m!

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