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Elisabetta Lecchini

Lievitati

Taralli pepe e sugna

taralli pepe e sugna

Una ricetta che volevo provare da secoli, per me sono divini, una di quelle droghe per cui uno tira l’altro e potresti mangiarne a decine, magari non dei miei che sono enormi.

La prossima volta provo a farli più piccoli, come prima volta mi sono voluta attenere rigidamente alla ricetta per non sbagliare ma effettivamente sono troppo grandi, ci si sente più in colpa a mangiarne tanti….

Un classicone che se amate taralli, grissini, lievitati, pepe e sapore non potete non provare, non ricordo dove li ho assaggiati la prima volta ma ricordo che erano ottimi e dopo li ho sempre mangiati con gusto.

Ammetto che i miei sono buoni ma non sono del tutto soddisfatta, grandezza a parte devo perfezionare la ricetta, sicuramente devo aggiungere pepe.

Ricetta di Simona del blog Tavolartegusto, una grande cuoca, le sue ricette sono infallibili.

 

taralli con pepe e strutto

 

 

Ingredienti:

500 gr di farina 00

180 ml di acqua

150 gr di mandorle + 30 mandorle intere

200 gr di strutto a temperatura ambiente

10 gr di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di miele

sale

3/4 cucchiaini di pepe

 

taralli napoletani con pepe e sugna

 

1 Preparate un lievito, sciogliete il lievito in 80 ml di acqua tiepida, unite 100 gr di farina (dei 500) e lo zucchero, mescolate con una forchetta fino a ottenere una specie di pastella, coprite con la pellicola e lasciate lievitare un’oretta.

2 Accendete il fuoco a 200 gradi, tostate 150 gr di mandorle per 5-8 minuti, lasciate raffreddare.

3 In una ciotola riunite la farina, lo strutto, le mandorle tritate finemente, il miele, il sale, il pepe e i 100 ml di acqua, impastate fino a ottenere un composto omogeneo, controllate bene che lo strutto sia ben amalgamato.

4 Formate i taralli prendendo due pezzi di composto da 50 gr l’uno, formate dei cilindri lunghi 20 cm, unite le due estremità e intrecciate la pasta chiudendo i lembi nella parte inferiore del tarallo, proseguite ugualmente fino al termine della pasta.

5 Bagnate le mandorle in modo tale che aderiscano bene, disponete tre su ogni tarallo, nei punti in cui c’è la piega, fatele incastonare bene pigiando un pochino, lasciare lievitare due/tre ore.

6 Infornate in forno caldo a 180 gradi per circa 45/50 minuti.

 

taralli napoletani con pepe e strutto

 

 

 

Patate

Sformato di patate e taleggio

sformato di patate con formaggio taleggio

Giornate fredde, ieri prima sciarpa di lana e cappello, a mezzanotte tornavo a casa quattro gradi, voglia di piatti caldi, avvolgenti, profumati, filanti e anche molto semplici.

Con la patate si va sempre sul sicuro, avevo visto qualcosa di simile su una delle tante riviste di cucina che sfoglio e ho deciso di replicare con quello che avevo in casa, tanto queste sono ricette che non si sbagliano, che tu metta del salame a pezzetti, della mozzarella, panna o uova, qualsiasi formaggio o qualche spezia, delle verdure o altro va sempre bene.

Vi parrà assurdo ma questa settimana devo riuscire o quanto meno vorrei tentarci, a tirar fuori l’albero di Natale e gli addobbi, si l’ho detto Natale, quella parola che molti amano, altri detestano. Non manca molto, poco più di un mese e quest’anno lo trascorrerò all’estero quindi voglio godermi l’albero il più possibile comunque, tradotto devo allestirlo prima del tempo.

E voi siete pronti? siete già nel pieno delirio regali? dove lo passiamo? cosa cucino? ma alla nonna piacerà la solita sciarpa? e dove metto i bimbi a casa da scuola? compriamo altre palline o l’albero vero? panettone  o pandoro? regali utili o buoni regalo? Ogni anno solite domande, molteplici risposte!

 

sformato al forno con patate e taleggio

 

Ingredienti:

800 gr di patata a pasta gialla

250 gr di Taleggio

250 ml di panna

Parmigiano grattugiato q.b.

noce moscata

sale pepe

 

sformato di patate e taleggio

 

1 Sbucciate le patate e tagliate o con la mandolina ma secondo me vengono troppo sottili, o a mano formando fette alte 2-3 mm.

2 Togliete la crosta al formaggio e tagliatelo a fette grossolanamente.

3 Sbattete la panna (se vi pare poca potete aggiungere un uovo) con la noce moscata, sale e pepe.

4 Imburrate una pirofila o uno stampo a cerniera, disponete uno strato di patate poi di formaggio, proseguite nello stesso modo fino al termine degli ingredienti ricordandovi ogni tanto di salare e aggiungere se volete del parmigiano.

5 Accendete il forno a 170 gradi, mentre si scalda versate la panna sullo sformato, spolverate di parmigiano la superficie, infornate per circa 45 minuti, fate riposare 10 minuti e servite.

DOLCI

Mud cake al doppio cioccolato

torta ai due cioccolati

4 anni di blog, 4 anni in cui la mia vita è cambiata radicalmente, potrei dire anche drasticamente, non solo per ragioni inerenti il blog.

4 anni fa non sapevo quasi cosa fosse un blog, sapevo cos’era ma non come funzionasse nel concreto, c’erano termini per me sconosciuti come analytics, widget, instagram mai sentito nominare, pure follower era un parola dal significato ovvio ma che non avrei saputo come riferire a me.
4 anni fa non avevo mai sperimentato molte ricette, c’erano mostri che temevo di affrontare e ho rimandato per anni convinta che fossero difficili, le meringhe, i cannoli siciliani, il caramello, le brioche, li ho fatti e sono venuti anche bene al primo colpo.
4 anni fa non immaginavo che sconosciuti potessero replicare una mia ricetta, passare ad augurarmi il buongiorno, ricordarsi cosa scrivo e poi chiedermi sviluppi; non pensavo che qualcuno potesse ricevere un compenso per documentare un evento live con foto, video, dirette.
4 anni fa non seguivo nessun blog, quando l’amica che l’ha realizzato graficamente mi disse di ispirarmi, prendere spunto da blogger che mi piacevano io la guardai con gli occhi di un pesce lesso dovendo ammettere che non avevo mai visto ne’ tanto meno seguito un blog di cucina.
4 anni fa pubblicai il mio primo post, ovviamente un dolce al cioccolato e mi dissi e ora? che succede? la gente come fa a leggermi, dove mi cerca, come commenta, commenterà? mai avrei pensato che persone che hanno iniziato a leggermi allora sono ancora qua e ci sono sempre e tante le ho anche conosciute dal vivo.
4 anni fa avevo un altro lavoro, completamente diverso da quello attuale che è in questo campo, culinario e affini, la mia vita era diversa, con orari, ritmi, dinamiche che oggi quasi non ricordo, con problemi, fatiche, preoccupazioni, obiettivi differenti.
4 anni fa nella mia vita non c’erano tante persone che oggi ci sono e fanno parte delle mie giornate, che vedo, che sento per telefono, con cui si parla di tutto tranne che di cucina, persone per cui magari percorri km per vederle, passare del tempo insieme, alcune per conoscerle dal vivo dopo anni di chiacchiere virtuali.
Tutto bello, intenso, particolare, nuovo, con pro e contro ma sono soprattutto queste persone che fanno la differenza, che sono il valore aggiunto, la più grande bellezza e ricchezza che mi ha regalato il blog, il resto è bello, importante ma non come le persone in carne e ossa.
La ricetta è di Valentina  del blog La ricetta che Vale, una maestra, una pasticcera eccellente, elegante, di classe, una dispensatrice di bellezza  e poesia e soprattutto un’amica speciale.
Riporto fedelmente la sua ricetta copiandola dal suo blog, io ho semplicemente omesso la vaniglia che non avevo e usato il lievito con farina invece che farina autolievitante che non avevo, per il resto è la sua precisa identica.
mud cake al doppio cioccolato
 
Ingredienti
per una teglia da 20/23 cm di diametro 
(consiglio di suddividere l’impasto in 3 teglie)
 
350 gr di zucchero semolato
250 gr di burro
200 ml di latte intero fresco
150 gr di cioccolato fondente al 70%
225 gr di farina 00
75 gr di farina autolievitante
2 uova grandi
un cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 160°.

In una pentola mettere il latte, il burro a pezzetti, il cioccolato a pezzetti e lo zucchero.
Far sciogliere gli ingredienti senza portarli a ebollizione e lasciarli raffreddare per circa 15 minuti.

Versare il composto nella planetaria o nell’impastatrice (se non l’avete, versate in una ciotola capiente e lavorate con le fruste) e incorporare le uova precedentemente sbattute (poco e a mano) con il sale e la vaniglia.
Mescolare tutto a velocità media.

Aggiungere, adesso, le farine setacciate mescolando a mano con movimenti dal basso verso l’alto, delicatamente, facendole assorbire.
Non lavorare troppo la farina, altrimenti il dolce risulterà duro.

Trasferire l’impasto nella tortiera (preferibilmente antiaderente) che avrete rivestito di carta forno sul fondo e imburrato e infarinato lateralmente.

Consiglio di suddividere l’impasto in 3 teglie e infornare per 30 minuti circa (70 minuti circa se utilizzate una sola teglia senza suddividere); uno stuzzicadenti inserito al centro della torta dovrà uscire pulito o al massimo con qualche briciolina attaccata.
Far raffreddare la torta prima di sformarla.
Metterla in frigo un paio di ore avvolta in pellicola alimentare, una volta raffreddata: questo passaggio faciliterà il taglio della torta, non avrete briciole e non la rovinerete.
Se, invece, avete suddiviso l’impasto in 3 e vi ritrovate con 3 dischi, avvolgete ogni disco in pellicola alimentare e mettete da parte a raffreddare.
Preparate la bagna (a piacere; ho utilizzato acqua, zucchero e rum ma è perfetto anche il liquore Frangelico, alle nocciole).
Tagliate la torta in 3 dischi e bagnate, con l’aiuto di un pennello per dolci, ogni disco.
La torta non deve essere bagnata eccessivamente perché è già di per sé umida e cremosa.Preparare la farcia interna.
500 g di mascarpone
250 g di cioccolato bianco di ottima qualità
Amalgamate il mascarpone con il cioccolato precedentemente fuso a bagnomaria.
Farcire con l’aiuto di un sach à poche.
per la superficie
250 g di mascarpone
150 g di cioccolato gianduia di ottima qualità
frutti di bosco
Amalgamare il mascarpone con il cioccolato gianduia precedentemente sciolto a bagnomaria e farcire con l’aiuto di una spatola.
Assemblate la torta facendo i primi due dischi di crema al mascarpone e cioccolato bianco, mentre sull’ultimo disco disponete sempre con una spatola la crema di mascarpone e gianduia, decorata con la frutta lavata e asciugata.
torta al cioccolato
Primi

Risotto con porri e salsiccia

risotto con la salsiccia e i porri

Pioggia, umidità, freddino uguale piatti caldi è giunto il tempo di zuppe, minestre, vellutate con i crostini, risotto, pasta fresca come ravioli, lasagne e tortellini, in casa mia inoltre è freddo, specialmente la sera un piatto bollente è rigenerante.

Non sono mai stata la maga dei risotti, preferisco cucinare la pasta, mi piace, lo mangio volentieri ma non credo di essere particolarmente brava a farli, ho osservato più volte degli chef o in tv come prepararlo e devo dire che a volte sono andata in confusione, si sfuma? si tosta? il vino ci vuole sempre? quando si mettono le verdure o altri ingredienti?

Posso dirvi che spesso ho sentito anche grandi chef, pure stellati, dire cose diverse, diciamo che conosco i punti fermi, un buon brodo, di carne, vegetale o di pesce, la mantecatura e i tempi di cottura, per il resto navigo a vista.

Devo anche dire che ho gustato risotti eccellenti, cremosi o più “liquidi”, cotti al punto giusto ma anche crudi con il chicco ancora bianco e duro, con funghi secchi buttati all’ultimo orribili (andiamo oltre al fatto che odio i funghi), con carne stracotta, brodi palesemente fatti con dado, tanto dado che sanno di sale.

Insomma, credo che fare un buon risotto sia un’arte, si accettano consigli, trucchi, suggerimenti.

 

risotto con porri e salsiccia luganega

 

Ingredienti:

per due persone

500 ml di brodo

150 gr di riso carnaroli

1 luganega media

1 porro

olio evo

1 bicchiere di vino rosso

sale

burro

parmigiano grattugiato (facoltativo)

 

risotto con porri e salsiccia

 

1 Preparate il brodo, io vegetale, con una cipolla, due tre carote, una testa di sedano, acqua, lasciate cuocere almeno un’ora a fuoco medio.

2 Pulite il porro e affettatelo a rondelle.

3 Prendete una casseruola a sponde alte, versate due tre cucchiai di olio lasciate scaldare e unite il porro, lasciate cuocere una decina di minuti, se vi sembra che si attacchi aggiungete un filo d’acqua.

4 Tagliate la salsiccia a pezzetti, unitela ai porri con il vino, lasciate cuocere per cinque minuti a fuoco vivo.

5 Aggiungete il riso, lasciate tostare per un paio di minuti, poi versate un mestolo abbondante di brodo caldo, deve coprire il riso, quindi se occorre mettete più brodo.

6 Fate cuocere per circa 20 minuti mescolando ogni tanto, non sempre, se occorre unite brodo.

7 Fate mantecare con una noce di burro, se volete mettete del parmigiano, servite subito caldo.

DOLCI

Cheesecake zucca e amaretti

Una cheesecake un po’ diversa dal solito, con la regina del momento la zucca, abbinata a un classico gli amaretti.

Una ricetta davvero sprint, pochi minuti per un dolce che a me è piaciuto tantissimo, il cui segreto per un’ottima riuscita è la ricotta! Dovete utilizzare una ricotta strepitosa, eccellente, vi assicuro cambia tutto rispetto a una ricotta qualsiasi o del supermercato.

Siamo a novembre, due passi e siamo a Natale, in giro cominciano a vedersi vetrine, oggetti, ieri al supermercato c’erano quattro scaffali pieni di dolci a tema natalizio, da renne al cioccolato a palle da appendere al cocco, biscotti decorati, torroni, panpepato, babbi natale di varie forme e ingredienti.

Sembra strano pensare a Natale perchè le giornate sono ancora belle, non fa freddo, quando c’è il sole scalda e il Natale di solito lo associamo al freddo, alla neve, ai guanti, la sciarpa, il caminetto, la cioccolata calda, vedremo se la neve vi farà compagnia, a me può essere, a Natale sarò a Chicago.

Buon week end!

 

 

Ingredienti:

per circa 4 bicchieri

una confezione da 200 gr di amaretti (tenetene da parte alcuni per decorare)

70 gr di burro

250 gr di ricotta di bufala

250 gr di zucca

3 cucchiai di zucchero

1 Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente.

2 Sbriciolate gli amaretti riducendoli in briciole e amalgamateli con il burro fino a ottenere un composto omogeneo, distribuitelo sul fondo dei bicchieri, altezza 1 cm.

3 Cuocete la zucca tagliata a pezzetti, al vapore o lessata, lasciate raffreddare poi frullate con la ricotta e lo zucchero fino a ottenere una crema liscia senza tracce di zucca.

4 Riempite i bicchieri con la crema, riponete in frigorifero, togliete 15 minuti prima di servire e guarnite con gli amaretti.

NOTE è un dolce che si può realizzare ad occhio, a seconda dei propri gusti, quindi regolatevi a piacere per la quantità di zucchero, sullo spessore dello strato inferiore e anche sulla crema, con più zucca o più ricotta, assaggiate.

carne

Arrosto con le mele al Porto

arrosto di maiale con mele e porto

Ogni tanto carne, qua non ne vedete mai molta perchè molta non ne viene mangiata, più facile che la mangi quando sono in giro, magari un piatto particolare come qualche settimana fa a Bologna, il piccione, o qualche volatile ripieno che io non saprei farcire ecc…

L’arrosto per me è un classicone, ho visto mia mamma prepararlo migliaia di volte, classico o con le albicocche, al latte, con la senape, con le patate, con qualche liquore, lo associo a un momento di festa, tipo la domenica i pranzi in famiglia, onestamente non so perchè dato che a casa mia la domenica non è mai stata il giorno in cui ci si trova per pranzare insieme.

Comunque sia, con le mele e il Porto, dolce, aspro, un mix per me perfetto, mettici la panna ad ingentilire il tutto ed è un signor piatto da solo o con verdure, patate, sformati ma anche un’insalata semplice.

Mi piace molto l’abbinamento frutta con il salato, con l’arrosto ci sta benone tanta frutta, dall’uva alle prugne, dalle albicocche ai frutti rossi, avete mai provato pollo e pesche? ciliege e mortadella? tonno fresco e anguria? potrei dirvene tanti altri ma soprattutto se non l’avete fatto vi consiglio di provare!

 

arrosto con le mele e il vino porto

 

Ingredienti:

1 kg di lonza

2 mele medie golden

100 ml di panna

3 cucchiai di Porto

sale

pepe

olio evo

mix di rosmarino, origano, maggiorana, salvia

 

arrosto con le mele al porto

 

1 Lavate bene le mele e tagliatele a fette tenendo la buccia.

2 In una casseruola a sponde alte versate due tre cucchiai abbondanti di olio, fate scaldare a fiamma viva per due minuti poi mettete la carne, fatela rosolare bene da entrambi i lati.

3 Regolate di sale, pepe e unite il mix di erbe, va bene fresco o anche un mix già pronto, versate la panna e il Porto, abbassate la fiamma lasciandola circa a metà (fuoco medio), fate cuocere per 40 minuti girandolo a metà cottura, servite caldo.

NOTE: la quantità di panna e Porto può variare a seconda dei vostri gusti e anche da quanto sughetto volete, assaggiate e trovate il vostro giusto mix, la presenza delle erbe idem, potete non metterle, metterne altre, per esempio anche cannella, chiodi di garofano, noce moscata ci stanno bene, cercate il vostro gusto.

 

Primi

Pasta e fagioli

pasta corta e fagioli

Un must e non l’ho mai pubblicato! I misteri della vita, ricette fatte e rifatte seimila volte assenti sul blog, comunque rimedio con una versione del tutto mia, ne esistono tante, in brodo, asciutta, con soffritto, senza, con pancetta o lardo, con rosmarino, al pomodoro e altre.

La mia con questi splendidi e giganti fagioli neri con sfumature marroncine che però dopo la cottura non si notano più, li ho presi a Cascia in Umbria un mese e mezzo fa, mi sono fatta dire il nome ma ovviamente non lo ricordo, ce n’erano tanti, tutti diversi grandi, piccoli, striati, rugosi, lisci, dalle forme strane, li avrei presi tutti!

Più vai in giro più scopri ingredienti nuovi, particolari o già noti ma con caratteristiche, forme, storie diverse, ogni ingrediente porta con se’ storie, tradizioni, usanze, nei miei giri in Umbria ho scoperto storie affascinanti di formaggi, legumi, dello zafferano, del miele perchè ogni luogo, ogni ambiente dove viene coltivato un alimento lo caratterizza diversamente da quelli di altre zone.

E a proposito di girare dove andrete, che fate questo week end, se potete andate a spasso, io vorrei ma ho da fare a Milano, buon week end!

 

pasta con fagioli neri

Ingredienti:

per quattro persone

1 cipolla bionda grande

3-4 carote medie

250 ml di passata di pomodoro

acqua q.b.

200 gr di fagioli

350 gr di pasta corta

olio evo

sale e pepe

 

pasta e fagioli

 

1 Mettete in ammollo la sera prima i fagioli poi lavateli e cuoceteli.

2 In una casseruola a sponde alte versate dell’olio, dopo un paio di minuti aggiungete la cipolla e le carote precedentemente sbucciate, lavate e tagliate  a pezzetti grossolanamente, fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto, se vi sembra che si stia attaccando o bruciando abbassate la fiamma o aggiungete un po’ d’acqua.

3 Aggiungete la passate e l’acqua, la quantità d’acqua varia a seconda di come volete la pasta, in brodo, densa, asciutta, io ho messo un litro abbondante, portate a bollore.

4 Regolate di sale, aggiungete i fagioli e la pasta, fate cuocere secondo i tempo di cottura della pasta poi potete o servirla subito con un filo d’olio e pepe o lasciarla andare ancora per un po’, quasi a far ridurre la pasta.

 

 

DOLCI/ Lievitati

Pane alla zucca

pane alla zucca con semi di zucca

La zucca, la regina del momento, versatile, buona nel dolce e nel salato, dalla forma splendida, dalle sfumature infinite, legata ad Halloween ma anche alla campagna, esteticamente perfetta che si tratti di quella tonda, di quelle lunghe, di quelle ovali.

Qua trovate tante ricette, sia dolci che salate, oggi sperimento un pane che ho visto da Marianna del blog Quanta Basta, subito ho pensato di provarlo ed eccolo qua, che dire? per me perfetto, non troppo dolce quindi perfetto anche con il salato, buono da solo o con marmellata, cioccolato o una fetta di prosciutto ma soprattutto bello soffice.

La preparazione non è veloce, nel senso che ci vogliono molte ore di lievitazione ma organizzandosi questo pane vi salva la vita, si conserva per giorni (se ci arriva….), lo tagliate a fette e ve lo portate a scuola, al lavoro, lo farcite tipo sandwich per il pranzo, lo tostate e ci spalmate qualche crema o salsa o anche delle verdure, lo congelate a fette e lo utilizzate all’occorrenza.

La ricetta è la stessa identica di Marianna, l’unica differenza è che non ho il Bimby per cui ho usato un’altra impastatrice, copio e incollo la sua essendo proprio identica (voglia di lavorar saltami addosso….).

pane alla zucca e semi

 

Ingredienti:

 

plumcake alla zucca

  1. Iniziate tagliando la zucca a cubetti tutti uguali. Cuocetela a vapore per circa 20 minuti, o fino a quando non sarà ben cotta. Schiacciatela poi con una forchetta, fino ad ottenere una purea, e lasciatela raffreddare.
  2. Unite le farine, lo zucchero, il sale, l’uovo, il latte, la purea di zucca, il lievito ed il latte in una ciotola capiente ed iniziate ad impastare per 5 minuti abbondanti. Io ho utilizzato il bimby ed ho impastato per 3 minuti a velocità spiga.
  3. A questo punto incorporate il burro un po’ alla volta, continuando ad impastare. Fino a quando l’impasto non avrà incorporato tutto il burro. Il risultato sarà un’impasto molto appiccicoso.
  4. Coprite la ciotola con della pellicola trasparente e fate lievitare in frigo per tutta la notte. In alternativa lasciate l’impasto a temperatura ambiente fino al raddoppio del volume.
  5. Se avete fatto lievitare l’impasto in frigo, tiratelo fuori per una quindicina di minuti. Ora lavoratelo leggermente e versatelo in un tegame da plumcake rivestito da carta forno bagnata, strizzata e leggermente oleata.
  6. Coprite con la pellicola e lasciate lievitare per un’oretta in forno con la luce accesa.
  7. Una volta effettuata la seconda lievitazione, spennellate con latte e cospargete con semi di zucca. Infornate a 180° per circa 30 minuti, o fino a quando la suerficie non sarà ben dorata.
DOLCI

Danubio al cioccolato

danubio con il cioccolato

Ci sono dolci che sono belli, senza se e senza ma, per me il danubio è sempre stato uno di questi.

Mi piace la sua rotondità, quelle curve che formano delle pagnottine, i semini di sesamo o altro in superficie, quel colore dorato che lo caratterizza, l’idea di staccare ogni pezzo e mangiarlo con le mani in modo conviviale, senza piattino, forchetta o altro, adoro la sua sofficità e ovviamente la sorpresa quando arrivi al cuore.

Un dolce che fosse per me preparerei tutti i giorni variando i ripieni, perchè altro aspetto carino è proprio il poter cambiare di continuo l’interno, ho già in mente varie opzioni salate e poi con burro di arachidi, marmellata, miele, frutta fresca ed altro.

Un dolce preludio al week end e ad una giornata che a Milano è grigissima, una di quelle giornate milanesi tipiche dove la nebbia/foschia sono un tutt’uno con lo smog alle stelle, dove il sole è un miraggio e a tratti sembra stia per piovere ma nulla.

Mi preparo la mia seconda tazza di te, ahimè ingrano lentamente, voi che farete questo week end? Buona giornata!

 

danubio al cioccolato

 

Ingredienti:

500 gr di farina manitoba

50 gr di zucchero

150 ml di latte

mezzo panetto di lievito di birra (circa 12 gr)

2 uova

100 gr di burro

crema al cioccolato

latte+uova per spennellare

semi di sesamo

 

dolce al cioccolato

 

1 Sciogliete il lievito nel latte tiepido.

2 In una ciotola radunate la farina, lo zucchero e il burro a temperatura ambiente.

3 Unite le uova leggermente sbattute e il latte, cominciate a impastare fino a formare un composto omogeneo e compatto, coprite e lasciate lievitare, deve triplicare.

4 Formate delle palle di pasta da 120 gr di l’una  (potete farne anche di più piccole ne otterrete di più), all’interno inserita un cucchiaino di crema al cioccolato, ricoprite bene la pasta facendo attenzione a lasciare dentro il ripieno, la pasta è molto elastica quindi risulta semplice, proseguite nello stesso modo fino al termine della pasta.

5 Distribuitele su una teglia o pirofila rotonda o imburrata o coperta da carta forno, sei a cerchio e una al centro, lasciate lievitare altre due ore.

6 Accendete il forno a 180 gradi, mentre si scalda sbattete velocemente un uovo e un po’ di latte e con un pennello spennellate la superficie del danubio, coprite con i semini di sesamo e infornate per mezzora, dovrà risultare ben dorato.

 

danubio farcito al cioccolato

Senza categoria

Ristorante La Porta di Bologna

Bologna, ristorante La Porta di Bologna, una serata speciale, una location bella ampia calda e accogliente, tre chef, sei mani e tre teste che creano, pensano, elaborano, concretizzano.

Lo chef padrone di casa Cristian Mometti, affiancato dagli chef Massimiliano Poggi e Francesco Brutto, ci regalano una cena unica, particolare, con un mix di abbinamenti particolari, insoliti, una selezione di vini importante e varia.

Le cene sono l’occasione per rilanciare il ristorante, situato nell’hub del quartiere generale Unipol,  come luogo di incontro, di apertura della città a nuove influenze e visioni esterne.

Cominciamo con un tris importante, un’insalata russa molto particolare, senz’altro unica e diversa da qualsiasi altra insalata russa avete gustato sinora, senza contare l’estetica, spettacolare, insieme a questo gioiello uno squisito sformato di porri e baccalà, per me che amo entrambi eccellenti e infine un americano di mela, sicuramente il piatto più singolare, fortemente profumato di mela, dal sapore intenso.

 

 

Come primi, due piatti che solitamente siamo abituati a mangiare come primi piatti e una novità, il piccione. I tortellini di tamarindo fermentato doppia panna e angostura, diciamolo chiaramente fantastici, per me il piatto migliore della serata.

Si prosegue con paglia e fieno prosciutto e piselli, ti aspetti un classicone, le tagliatelle due colori e invece arriva tutt’altro, una piacevole sorpresa dal gusto delicato ma deciso, infine il piccione con castagne e porcini, carne davvero eccellente, che si scioglie in bocca.

 

 

La nostra cena incontra un altro interessante mix di sapori, quello dello topinambur e il cavolo nero, due consistenze diverse, una croccante, una morbida, il piatto una piccola opera d’arte, subito dopo l’anguilla, un pesce poco conosciuto e solitamente gustato sempre nello stesso modo, anche in questo caso quello che ci viene offerto è una sorpresa per gli occhi e per il palato, io avrei fatto volentieri il bis!

 

 

Dulcis in fundo un dolce superbo, cioccolato, gelato di zucca, nocciola, tartufo!

La bellezza di questa piatti risiede nella bontà ovviamente, nell’estetica ma anche e anzi, direi soprattutto, nel lavoro dietro le quinte, nello studio degli ingredienti, delle materie prime, nel desiderio di esplorare contrasti, nuovi abbinamenti, giocare fra il dolce e il salato, la storia di ogni piatto è una storia vera e propria.

 

Bolognesi e non segnatevi questo nome e regalatevi una cena all’insegna del gusto, della bontà, dell’innovazione, il ristorante inoltre è davvero bello, accogliente, ampio ma discreto, c’è una cantina a vista che è la gioia degli amanti del vino.

CONSIGLIA Torta di mais